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Legge di stabilità "uccide i Comuni". Sindaci: dimissioni di massa

La legge di stabilità 2013, che sta ottenendo il voto di fiducia alla Camera, sta "uccidendo i Comuni" e rischia di mandarli in default perché "il quadro finanziario è al collasso", denuncia l'ANCI che avverte: se in Senato "non verranno apportate integrazioni e correzioni significative" i sindaci si dimetteranno in massa.

L'Italia appare divisa nettamente in due. Da una parte c'è il governo tecnocrate sorretto in maniera bipartisan da un Parlamento che non sembra più avere il consenso del Paese e dall'altra ci sono i sindaci che vivono quotidianamente le difficoltà dei Comuni che con tutte le difficoltà riescono ancora a tenere in piedi uno Stato zoppicante. Ma non per molto. Questa volta i sindaci, rappresentati dall'ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani), avvertono che la corda si sta per spezzare. Se alla legge di stabilità, a cui è stata posta la fiducia alla Camera, "non verranno apportate integrazioni e correzioni significative, il 2013 vedrà una riduzione strutturale dei servizi essenziali e l'impossibilità di svolgere le funzioni fondamentali assegnate ai Comuni dalla legge, molte famiglie e molte persone perderanno quote di assistenza e il complessivo sistema civico e civile subirà un passo indietro", come denuncia il presidente dell'ANCI Graziano Delrio. Oggi "oltre mille sindaci provenienti da tutta Italia" hanno manifestato a Milano per denunciare lo "stato ormai veramente drammatico della finanza comunale". Delrio chiarisce che ormai "il quadro finanziario dei Comuni è al collasso" e ciò è dovuto "al 'pasticciaccio' determinatosi nella gestione della nuova IMU; a causa dei tagli, che ormai hanno ampiamente superato la soglia di ogni accettabilità e ragionevolezza, pari a 2 miliardi e mezzo per il 2013 e che si sommano a quelli degli anni precedenti, sino a comportare un più che dimezzamento dei trasferimenti erariali in tre anni; a causa di un Patto di Stabilità demenziale che chiediamo di correggere, così come chiediamo di attribuire tutta l'IMU ai Comuni". Il presidente dell'ANCI sottolinea poi che "a questo si aggiungono nuove previsioni che intervengono peraltro in un contesto istituzionale in profonda trasformazione, quali l'estensione ai Comuni sino a 5mila abitanti delle regole del Patto di Stabilità, senza alcuna differenziazione e flessibilità e senza tener conto del processo di gestione associata obbligatoria di funzioni". Nel corso della manifestazione a Milano, Graziano Delrio ricorda che "dal 2007 al 2010 gli enti locali hanno dato al risanamento 10 miliardi di euro di cui 2,5 derivanti da questa spending review", mentre Gianni Alemanno, sindaco di Roma, avverte che "ormai la situazione è insostenibile, tanto che moltissimi Comuni nel 2013 rischiano di andare in default o di non dare i servizi essenziali ai cittadini". Per tutti questi motivi, gli amministratori locali hanno raggiunto "un livello di scontro con il governo mai visto prima", come lo definisce Alemanno, e cioè le dimissioni di massa dei sindaci. Dopo la fiducia alla Camera, che si sta votando proprio in queste ore, la legge di stabilità approderà in Senato. Graziano Delrio annuncia quindi al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che "il 29 novembre l'Ufficio di presidenza dell'ANCI, mentre saranno in corso i lavori sulla legge di Stabilità della Commissione Bilancio del Senato, si riunirà per decidere tempi e modalità delle dimissioni in massa dei sindaci", perché quella sarà "l'ultima occasione per rivedere quelle norme (IMU, Patto di stabilità e spending review) che stanno uccidendo il comparto dei Comuni". Nel frattempo, rappresentanti dell'ANCI incontreranno i segretari di PD, PDL e Lega Nord per trovare un'intesa poiché "se dai lavori del Senato non avremo risposte alle nostre richieste - ha ribadito, infine, Delrio - già in quella fase, il giorno 29, i sindaci decideranno per le dimissioni".

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