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Legge di stabilità 2015, Ugl: 5000 disoccupati con taglio fondi patronati

Il dirigente confederale della Ugl, Giuseppe Carenza, presenta in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato le cosiderazioni del sindacato sulla legge di stabilità 2015, evidenziando che il provvedimento presenta "misure slegate che rischiano di non esplicare appieno le loro potenzialità". L'Ugl avverte inoltre che con il taglio dei fondi per i patronati ci sarebbero 5000 disoccupati.

Il dirigente confederale della Ugl, Giuseppe Carenza, presenta in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato le cosiderazioni del sindacato sulla legge di stabilità 2015, evidenziando che nel provvedimento "da cui dipende la tenuta occupazionale, economica e sociale del nostro Paese nei prossimi mesi" si registrano ancora "troppi ‘assenti’ ingiustificati nel provvedimento", non solo per quanto riguarda "il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del pubblico impiego e delle risorse per gli ammortizzatori sociali" ma anche in merito ad "una maggiore equità fiscale" e agli "stanziamenti per lo sviluppo e per la infrastrutturazione del territorio". Nell'analisi dell'Ugl si evidenzia quindi che "tra gli ‘assenti’ occorre menzionare il Mezzogiorno, la certezza della garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni nella sanità e nell’assistenza socio-sanitaria, il sostegno al potere d’acquisto delle pensioni e alla previdenza complementare, con l’aggravante del taglio alle risorse per i patronati che forniscono un servizio sociale di vitale importanza per il cittadino e per la stessa pubblica amministrazione, impossibilitata ad accogliere migliaia di richieste. - e prosegue - Grave assenza anche delle azioni di sostegno all’imprenditoria giovanile in agricoltura, in particolare, è stata esclusa la misura che prevede mutui a tasso zero per le imprese agricole condotte da giovani, attraverso la quale si sarebbe favorito il ricambio generazionale e dato un serio impulso al settore primario". Per quanto riguarda il taglio dei fondi per i patronati, l'Ugl evidenzia infatti che "ci sarebbero circa 5000 dipendenti che dovremmo mettere in disoccupazione. - ricordando - Abbiamo sempre servito gratuitamente i cittadini agli sportelli".

L'Ugl critica invece le misure "presenti" come la conferma del bonus degli 80 euro poiché questo è comunque "destinato a non incidere in maniera sensibile sui consumi, soprattutto ora che diventa detrazione". L'Ugl consiglia invece di utilizzare "quanto stanziato per la stabilizzazione del bonus di 80 euro" magari "a copertura dell’introduzione del quoziente familiare, attraverso il quale realizzare una riforma fiscale strutturale più equa e più efficace". Il sindacato riflette inoltre che "l'esiguo stanziamento per gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato rischia di esaurirsi in pochi mesi" sottolineando inoltre che "è di tutta evidenza che, con la possibilità data ai lavoratori dipendenti di richiedere l’anticipo in busta paga del Tfr, gli stessi vengono fortemente penalizzati al momento di andare in pensione a fronte di un piccolo incremento di reddito nell’immediato, peraltro poco conveniente vista la tassazione ordinaria applicata". Infine, afferma l'Ugl: "guardiamo con preoccupazione all’ipotesi di tagliare oltre 2mila posti di lavoro fra il personale amministrativo, tecnico ed ausiliare, nel piano ‘La buona scuola’, senza il benché minimo confronto sindacale". In conclusione, il sindacato chiarisce: "L’impressione, quindi è di essere di fronte non ad un quadro organico, le cui diverse componenti sono ben ponderate, bensì a misure slegate che rischiano di non esplicare appieno le loro potenzialità, con tutto ciò che ne consegue in termini di mancata crescita".

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