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Giornata mondiale dei malati di lebbra: 700mila nuovi casi ogni anno

Il 30 gennaio cade la 58esima giornata mondiale dei malati di lebbra, una malattia che infetta attualmente ancora 700mila nuove persone ogni anno. L'AIFO come ogni anno si mobilita con il "Miele della Solidarietà".

Ci sono tantissime "giornate mondiali" durante l'anno tanto da far passare in secondo piano le meno "pubblicizzate" o che meno ci riguardano.
Il 30 gennaio cade la 58esima giornata mondiale dei malati di lebbra, una malattia che infetta attualmente ancora 700mila nuove persone ogni anno.
L'AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) celebra anche quest'anno la ricorrenza come un momento per informare sulla malattia, per raccogliere fondi per le cure, per promuovere i diritti dei malati di lebbra.
Scrive l'AIFO a proposito di questa giornata: "C'è un solo cielo per tutto il mondo. Questa brevissima frase, tratta dal Testamento ai Giovani di Raoul Follereau, non è solo una sintesi di una concezione della vita e dei rapporti tra i popoli. E' un invito a guardare in alto per cogliere ciò che sfugge alle menti prigioniere di un quotidiano, angusto egoismo".
Per questo l'AIFO e i suoi volontari ogni anno in questa giornata distribuiscono il "Miele della Solidarietà" allestendo banchetti in centinaia di piazze italiane e coinvolgendo altre associazioni, istituzioni, cittadini.
Papa Benedetto XVI in occasione dell'Angelus del 31 gennaio 2010 diceva: "L'ultima domenica di gennaio è la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. Il pensiero va spontaneamente a Padre Damiano de Veuster, che diede la vita per questi fratelli e sorelle, e che nello scorso ottobre ho proclamato santo. Alla sua celeste protezione affido tutte le persone che purtroppo ancora oggi soffrono per questa malattia, come pure gli operatori sanitari e i volontari che si prodigano perché possa esistere un mondo senza lebbra. Saluto in particolare l'Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau".
Padre Damiano de Veuster (1840-1889) dedicò infatti la sua vita ai lebbrosi dell'isola di Molokai alle Hawai, un lazzaretto terrificante di esseri umani abbandonati a se stessi.
"Nessuno ha il diritto di essere felice da solo" diceva Raoul Follereau (denunciando anche le "altre lebbre" come l'indifferenza, l'ingiustizia e l'egoismo) e i lebbrosi del terzo millennio hanno ancora bisogno di aiuto. Così su aifo.it si può donare on-line o sino al 10 febbraio, si può inviare un sms al numero 45592 per donare 1 euro ai progetti AIFO contro la lebbra in Africa oppure 2 euro chiamando dai telefoni di rete fissa.

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