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Bologna: da lavavetri a lavagraffiti stipendiati dal Comune

La proposta dell'ex capogruppo azzurro al Comune di Bologna Lorenzo Tomassini è amorevole: riconvertire i lavavetri in lavagraffiti assunti dal Comune. Nel frattempo distribuisce adesivi "anti spugna" e petizioni contro la loro presenza ai semafori.

Da Bologna arriva l'amorevole soluzione per "riconvertire" i lavavetri. Da lavoratori "autonomi" (sfruttati spesso dalla criminalità organizzata) a "lavamuri stipendiati dal Comune", questa la ricetta dell'ex capogruppo azzurro in Comune Lorenzo Tomassini. La soluzione pare sia venuta in mente ad agosto dopo l'aggressione ad un lavavetri ed è così che è partita la campagna "Adotta un semaforo" promossa dal PdL bolognese. L'iniziativa consiste, durante la sosta del "rosso" degli automobilisti, nel distribuire adesivi "anti spugna" e far firmare una pedizione "contro il racket e la presenza dei lavavetri" a Bologna.
Lorenzo Tommassini propone infatti di censire i lavavetri e "iscriverli in un registro cittadino, per poi convertirli in lava-graffiti convenzionati con il Comune" mentre domani, insieme ad altri attivisti del PdL sarà presente agli incroci "adottati" a distribuire gli adesivi anti lavavetri e per sollecitare una "maggiore presenza di agenti della Polizia Municipale ed, in generale, di forze dell'ordine"

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# Bologna# forze dell'ordine# lavavetri# racket