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World Wide Web: Tim Bernes Lee festeggia il "non compleanno" a Roma

L'inventore del WWW a Roma per il "non compleanno" del web, dato che i vent'anni ufficiali erano stati già festeggiati nel marzo del 2009. Il World Wide Web, a proposito di anniversari e commemorazioni, ebbero come primo "server" e computer di sviluppo il NeXT di Steve Jobs. Che però, all'epoca "andò via prima di poter notare il World wide web".

Ieri al Tempio di Adriano a Roma (ci voleva infatti un "tempio" per l'occasione) Tim Bernes Lee ha festeggiato, durante l'iniziativa "Happy birthday web" il compleanno di internet, cioè i suoi 20 anni. In realtà Sir Timothy John "Tim" Berners-Lee, fanno notare timidamente alcuni, ha spento a Roma le candeline per il "non compleanno" del web, visto che il 14 novembre nella storia del WWW non ha, a quanto risulta dagli annali, alcun significato "storico".
I vent'anni del World Wide Web infatti il CERN li ha festeggiati nel 2009 ("March 2009: 20 years of the web" info.cern.ch/www20), tanto che ad una domanda di Riccardo Luna su "La Repubblica" sull' "importanza storica" del "6 agosto 1991", Tim Bernes Lee risponde con il solito understatement: "A dire il vero non molto. Il 6 agosto 1991 ho solo mandato un messaggio al newsgroup alt.hypertext per far conoscere il Web al resto del mondo. Ma era già disponibile all'interno della comunità del CERN. Per me già esisteva" (http://is.gd/Hy0OoL). E anche per gli altri, ovviamente. Fatto sta che non si può andare tanto per il sottile, dato che il web italiano ha precedenti illustri come anticipo o posticipo degli anniversari (http://is.gd/IS533i).
L'importante, come si dice spesso nei salotti televisivi, è andare al contenuto, cioè alla presenza in Italia dell'inventore del World Wide Web in un evento curato da Riccardo Luna, ex direttore di Wired. Un'iniziativa per festeggiare l'importanza di quella sigla "www" che tutti scrivono (sovente nel "campo" dei motori di ricerca) ma che ancora non capiscono che cosa sia, confondendolo con "internet".
Un'occasione pubblica per quella che, una volta, si sarebbe chiamata "intellighenzia" del web italiano, organizzata per stare insieme a guardare il "futuro" del www. Un raduno di teste pensanti tale che, si legge dal Corriere della Sera, si usano per descriverlo quasi toni epici: "Nella lunga giornata romana si succederanno 'filosofi, economisti e innovatori' che hanno creato e contribuito a far crescere il Web italiano" (http://is.gd/8Jmr9M).
Ovviamente quelli "fuori dal coro" non c'erano, anche perché, probabilmente, non posseggono tuttora né una giacca né una cravatta, dato il "tono" dell'evento (guarda il sito http://is.gd/hwWS32). Ci vorrebbe forse a questo proposito lo sforzo documentaristico di uno Steven Levy per descrivere le storie di chi ha costruito i veri "pilastri" del web italiano, quando ancora non era così "fashion". Ma questa è un'altra storia.
Interessante però ricordare, dato che si è ancora in periodo di "celebrazioni" per Steve Jobs, che Tim Bernes Lee "fu messo in grado" di inventare il web grazie ad un computer e ad un sistema operativo creato dall'azienda che Steve Jobs fondò nel 1985 quando lasciò Apple. Si tratta dell'avveneristico NeXT computer e fu proprio un NeXTcube ad essere il primo server del WWW al CERN di Ginevra (vedi foto storica http://is.gd/63F1cs).
Questa la testimonianza di Robert Cailliau, altro "co-inventore" di internet, a riguardo: "Mike Sendall aveva comprato un NeXT cube per valutazione, e lo dà a Tim . L'implementazione del prototipo di Tim sul NeXTStep ha preso lo spazio di pochi mesi, grazie alle qualità del sistema di sviluppo software del NextStep. Questo prototipo offriva WYSIWYG browsing/authoring! I browser attuali usati per 'navigare in internet' sono mere finestre passive, che privano l'utente della possibilità di contribuire. Durante alcune 'sessioni' (le virgolette sono aggiunte, ndt) nella caffetteria del CERN, Tim e io abbiamo cercato di trovare un nome per il sistema. Io ero determinato sul fatto che il nome non avrebbe dovuto essere preso ancora una volta dalla mitologia greca. Tim ha proposto "World-Wide Web".
Mi è piaciuto molto, tranne che era dificile pronunciarlo in francese..." (tradotto liberamente da "Roads and Crossroads of the Internet History by Gregory Gromov" http://is.gd/ldiH4y). Ma come si comportò quel "guru dei guru" di Steve Jobs di fronte ad una invenzione che ha "cambiato il nostro mondo per sempre"? Ecco che Tim Bernes Lee, sempre con l'understatement da "sir", afferma, sempre nell'intervista a La Repubblica: "Ho scritto un post sul mio blog. Una volta ci siamo quasi incontrati in una riunione di sviluppatori di NeXT in Francia. Lui osservò molte cose in quella stanza, ma andò via prima di poter notare il World wide web" (http://is.gd/Hy0OoL).

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