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Wired: il web è morto, viva le app

Il web è morto per le vaticinazioni di Wired USA: il futuro è App e Facebook. Questa è la scelta degli utenti, pronti ad essere ridotti come oche da paté de foie gras.

Wired la rivista americana un tempo prestigiosa e mitica e bibbia di ogni appassionato di internet, ci regala due lunghi articoli del direttore Chris Anderson e del brillante columnist Michael Wolff. I due si concentrano a gufare sulla morte del web con differenti idee di chi potrà esserne il killer. Sostanzialmente il primo dice che il surfing morirà tra poco grazie alle app dell'iPhone (ma lui stesso aveva già annunciato la morte del web nel 1997 per l'avvento della tecnologia Push), il secondo dà la colpa alla "verticalizzazione" del web, cioé il fatto che la stragrande maggioranza della gente visiti una decina di siti leader mondiali e alla fine sta su Facebook e su Google.
Effettivamente oggi il netizen non sa nemmeno che cosa voglia dire questa parola e si limita a fare la fine orrenda di un'oca da paté de foie gras: imbottirsi di informazioni (eufemismo) fino a farsi scoppiare il fegato e diventare una scatoletta di dati personali da dare in pasto ai Zuckerberg, Brin e gli Agent Smith di Matrix di turno.

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