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WiFi, decreto Pisanu: libero accesso in libero Stato

La rete è compatta contro il decreto Pisanu che limita e "scheda" il WiFi che diventa settore strategico del mercato che vuole dei consumer mobili. Clienti che non possono avere in una mano l'iPad e nell'altra la carta d'identità per identificarsi ad ogni hotspot WiFi.

La rete dice no al famigerato "Decreto Pisanu" e si schiera compatta con Facebook e Twitter con esimi onorevoli per la "liberalizzazione" del WiFi. Gli eroi rivoluzionari del wireless sono in ordine sparso: Luca Barbareschi di Futuro e Libertà (vicepresidente della commissione Trasporti), Paolo Gentiloni del Partito Democratico (ex Ministro delle Comunicazioni), Roberto Rao dell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Linda Lanzillotta di Alleanza per l'Italia. Gli onorevoli hanno proposto infatti di abrogare l'articolo 7 della legge Pisanu (che prima era il "decreto" n. 144 del 2005, poi convertito in legge n. 155 del 31 luglio 2005) che non permette l'accesso "anonimo" (come se ci fosse ancora qualcosa di anonimo) alle reti WiFi per gli inattaccabili motivi di sicurezza nazionale e anti-terrorismo, nel nome dei quali, come insegnano gli States, si può fare e disfare tutto. Per combattere Bin Laden ed i terroristi tutti, oltre a piazzare milioni di telecamere in ogni angolo delle città si è anche deciso, tramite legge che ogni accesso ad internet non possa essere anonimo e debba essere riconducibile ad una carta di identità. Dall'entrata in vigore del "Decreto Pisanu" è obbligatorio esibire la carta di identità negli Internet Point, e così è anche "en plein air", dove ogni accesso va ricondotto ad un nome, il fornitore di accesso WiFi, come ad esempio un bar deve chiedere il permesso al questore e deve tenere un registro dove censirà gli eventuali avventori "wireless". Questa legge ha fatto sì che l'Italia fosse il Paese con meno "hotspot" d'Europa ma l'intervento politico "bipartisan" e l'alzata di testa della rete sembra non tanto essere una rinnovata voglia di libertà dei cittadini ma un bisogno di connettività degli utenti e una necessità di mercato da soddisfare. Gli utenti di internet (che hanno avuto anni di tempo da cittadini per occupare gli internet café e non l'hanno fatto) hanno una voglia smodata di WiFi per la nuova generazione di smartphone e di iCosi da passeggio. Permeabili con gioia a qualsiasi onda elettromagnetica (di qualsiasi potenza) hanno il bisogno di avere hotspot ovunque per assaporare la "realtà aumentata" di Pad, Pod, Tab, e zac arriva la proposta bipartisan. Quindi più che liberare la rete italiana da lacci e lacciuoli burocratici, il "Decreto Pisanu" va a cozzare con interessi trend e mode che sono semplicemente più forti di qualsiasi legge che non sia quella di mercato.

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