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UK: filtri internet bloccano 1 sito su 5, anche se non vietato ai minori

Gli ISP (Internet Service Provider) del Regno Unito hanno dei filtri pensati per la tutela dei minori, poiché bloccano l'accesso a quei siti internet con "contenuti per adulti". Open Rights Group ha però scoperto che questi filtri vietano l'accesso di "quasi un sito su cinque", tra cui blog politici e sui diritti delle donne.

Gli ISP (Internet Service Provider) del Regno Unito hanno dei filtri pensati per la tutela dei minori, poiché bloccano l'accesso a quei siti internet con "contenuti per adulti". Open Rights Group ha però scoperto che questi filtri vietano l'accesso di "quasi un sito su cinque", anche se di "adulto" e di "inappropriato" per un bambino hanno davvero ben poco, se non niente. L'organizzazione per i diritti digitali ha infatti analizzato i primi 100mila siti della classifica Alexa.com, ed utilizzando un loro tool, messo a disposizione a tutti gli utenti, ha compreso che circa il 20% viene bloccato dai filtri dei provider, anche se per esempio tra questi c'è un blog politico e uno per i diritti delle donne, oltre che un sito sulle cure post gravidanza. "Il problema dell'overblocking sembra molto più grande di quanto pensassimo, e il risultato è che molte persone, dalle imprese ai blogger, rimangono danneggiati dall'uso di tali filtri perché gli utenti che li utilizzano non possono accedere ai loro siti web" spiega Jim Killock, direttore esecutivo di Open Rights Group. L'uso di questi filtri fa parte di un piano messo in atto dal governo britannico che ha come obiettivo quello di assicurare l'accesso a determinati siti solo ai maggiorenni. Intervistato da motherboard.vice.com, un attivista di Open Rights Group, Pam Cowburn, spiega che è difficile capire perché l'algoritmo blocca anche siti internet che non ospitano contenuti vietati ai minori visto che "non c'è trasparenza su come vengono impostati i filtri". Di conseguenza, rimane difficile sapere perché un sito apparentemente innocuo potrebbe essere stato inserito nella black list. Per Cowburn, comunque, "il modo migliore per proteggere i bambini è solo quello di fornire loro le competenze e la formazione di cui hanno bisogno per navigare su internet in modo sicuro".

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