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Programma PRISM: The Dark Side of Obama

Il Washington Post svela il Programma PRISM della NSA attraverso il quale il "governo degli Stati Uniti accede ai server delle migliori aziende internet, quali Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube, Apple, per monitorare obiettivi stranieri". Proprio per questo, nel programma PRISM c'è già chi ci vede The Dark Side of Obama.

Dopo che il The Guardian ha svelato che l' FBI e la NSA stanno raccogliendo quotidianamente le registrazioni telefoniche di milioni di clienti Verizon (e non solo), il The Washington Post rivela che il "governo degli Stati Uniti sta accedendo ai server delle migliori aziende internet per monitorare obiettivi stranieri" come scrivono Barton Gellman e Laura Poitras. Nell'articolo viene svelata l'esistenza del cosidetto programma PRISM, attraverso il quale la NSA (National Security Agency) "attinge direttamente ai server centrali di 9 aziende leader negli USA nel settore internet, per estrarre chat audio e video, fotografie, e-mail, documenti e log di connessione che consentono agli analisti di tracciare gli obiettivi stranieri". A rivelarlo un documento top-secret ottenuto dal The Washington Post, dove si scoprirebbe che la NSA attua una "raccolta direttamente dai server di questi fornitori di servizi degli Stati Uniti: Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube, Apple".

Nel contempo, il The Guardian di Londra riporta che anche il GCHQ, l'equivalente britannico della NSA, è stato coinvolto nella raccolta di informazioni attraverso le stesse società internet "attraverso un'operazione posta in essere dalla NSA". Sembra infatti che, secondo i documenti ottenuti dal The Guardian, il programma PRISM consentitrebbe al GCHQ "di aggirare il processo legale di formale richiesta in Gran Bretagna per raccogliere materiale personale quali email, foto e video da una società di internet che ha base fuori il Paese", prosegue il The Washington Post. Il giornale spiega che PRISM è nato dalle "ceneri del programma segreto del presidente George W. Bush di sorveglianza domestica senza mandato nel 2007", affermando che il "primo partner" è stato "Microsoft" e da allora è proseguita in segreto, anche sotto l'amministrazione Obama, la "raccolta dei dati" mentre continuava, evidentemente infruttosamente, il dibattito nazionale inerente la privacy dei cittadini.

The Washington Post scrive che il programma PRISM "si concentra sul traffico delle comunicazioni estere, che spesso passano attraverso i server situati negli Stati Uniti, anche se inviati da un altro luogo, anche oltreoceano". Europa compresa. Naturalmente, il direttore della National Intelligence, James R. Clapper, ha affermato che "le informazioni raccolte" con il programma PRISM sono "utilizzate per proteggere gli USA da una grande varietà di minacce" e che quindi "la divulgazione non autorizzata" del programma "è riprovevole e rischia di compromettere protezioni importanti per la sicurezza degli americani". Clapper inoltre sostiene che negli articoli del The Guardian e del The Washington Post "vi sono numerose inesattenze", anche se non specifica quali.

Le aziende internet hanno invece spiegato di non essere a conoscenza del programma PRISM, di non aver mai dato al governo USA accesso diretto ai loro server ma di aver sempre risposto a richieste mirate di informazioni. Joe Sullivan, Chief Security Officer di Facebook, commenta: "Non forniamo ad alcuna organizzazione governativa un accesso diretto ai server - aggiungendo - Quando è stato chiesto a Facebook dati o informazioni su individui specifici, noi abbiamo esaminiamo attentamente ogni richiesta in tal senso del rispetto di tutte le leggi applicabili, e abbiamo fornito informazioni soltanto nella misura imposta dalla legge". Steve Dowling, portavoce di Apple, spiega invece: "Non abbiamo mai sentito parlare di PRISM e non forniamo ad alcuna agenzia governativa accesso diretto ai nostri server. Qualsiasi richiesta dei dati dei clienti deve essere preceduta da un ordine del tribunale".

The Washington Post ipotizza infatti, sulla base di un altro documento riservato in suo possesso, che forse la NSA otteneva i dati "direttamente dagli apparecchi delle compagnie controllate" e non direttamente dai server aziendali, tanto che lo stesso report sottolineerebbe che "il segreto più sensibile di PRISM" risiede proprio "nell'identità dei suoi partner privati" visto che queste "aziende potrebbero ritirarsi dal programma in caso di esposizione". Il Post cita un passaggio del documento: "Il 98 per cento della produzione di PRISM è basato su Yahoo, Google e Microsoft, abbiamo bisogno di fare in modo che queste fonti non siano danneggiate".

The Washington Post pubblica alcune delle 41 slide, datate aprile 2013, che spiegano PRISM agli analisti senior della NSA, dove il programma viene citato nel Rapporto quotidiano del Presidente (President's Daily Brief) per ben 1.477 volte solo lo scorso anno. Barack Obama, quindi, non poteva non sapere. Interessante il fatto che, stando ai grafici pubblicati, la Apple sarebbe entrata nel programma PRISM solo nell'ottobre del 2012, quindi un anno dopo la morte di Steve Jobs. PalTalk invece, nonostante sia una azienda molto più piccola rispetto agli altri colossi di internet, potrebbe essere stata inserita nel programma PRISM perché "ha ospitato un traffico di notevole interesse per l'intelligence durante la primavera araba e nel corso della guerra civile siriana", sottolinea il Washington Post.

Dropbox, software multipiattaforma cloud based (una sorta di disco rigido in remoto), viene invece descritto nello stato di "coming soon". Twitter invece non risulta tra i partner di PRISM, anche se non è chiaro se per il fatto che la società ha rifiutato di entrare nel programma o se i cinguettii dei suoi utenti sono troppo poco rilevanti per la NSA. Mountain View ha commentato così la notizie su PRISM: "Google si preoccupa profondamente per la sicurezza dei dati dei nostri utenti. Noi divulghiamo i dati degli utenti per il governo in conformità con la legge, e passiamo in rassegna con attenzione tutte le richieste. Di tanto in tanto, la gente sostiene che abbiamo creato per il governo una sorta di 'porta di servizio' nei nostri sistemi, ma Google non ha un 'porta' per il governo affinché acceda ai dati degli utenti privati". Microsoft invece spiega: "Noi forniamo i dati del cliente solo quando riceviamo un ordine legalmente vincolante o mandato di comparizione a farlo, e non su base volontaria. Inoltre abbiamo sempre e solo rispettato ordini per le richieste su account o id specifici. Se il governo ha un programma più ampio di sicurezza nazionale sulla raccolta dei dati dei clienti non vi partecipiamo". Anche Yahoo! chiarisce che "prende il problema della privacy degli utenti molto seriamente. Non forniamo al governo nessun accesso diretto ai nostri server, ai nostri sistemi o alla rete".

Interessante infine notare come il logo del Programma PRISM della NSA ripreda lo stile della copertina del concept album dei Pink Floyd The Dark Side of the Moon, dove appunto un raggio luminoso veniva diviso da un prisma. Proprio per questo, nel programma PRISM c'è già chi ci vede The Dark Side of Obama.

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