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Pediatri: internet già a 6 anni. In terza media 13% gioca d'azzardo online

Un'indagine condotta su studenti di terza media dalla Società Italiana di Pediatria rivela che ininterrottamente, dai sei anni, c'è un incremento esponenziale dell'uso di internet. Il 93% degli adolescenti si connette alla rete solo attraverso lo smartphone, anche per i giovanissimi internet è ormai sinonimo di social network. Il 13% degli adolescenti intervistati (percentuale che sfiora il 17% se si considerano solo i maschi) dichiara di aver frequentato siti di gioco d'azzardo online.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) diffonde i dati della sua periodica indagine nazionale, arrivata quest'anno alla sua sedicesima edizione e condotta su un campione nazionale rappresentativo di 2107 studenti (1073 maschi - 1034 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. Lo studio è stato condotto sulla cosiddetta "generazione like" poiché per gli adolescenti internet è ormai diventato sinonimo di social network, anche perché informaticamente troppo analfabeta. Ed infatti, il 93% degli adolescenti si collega a internet solo ed esclusivamente dallo smartphone. Di conseguenza, imperversa prima di tutto WhatsApp, ed è impressionante scoprire che ad usarlo sono ben 8 tredicenni su 10. L’Indagine della SIP registra infatti, ininterrottamente, dai sei anni, un incremento esponenziale dell'uso di internet tra gli adolescenti. Il 75% del campione ha un profilo su Facebook, l'81% degli adolescenti è sbarcato su WhatsApp, che non è solo uno strumento di messaggistica, ma può essere utilizzato a tutti gli effetti come un potente "social". Il 42% ha anche un profilo su Instagram, vetrina di foto ad alto tasso di esibizionismo, mentre il 30% dei maschi e il 37% delle femmine (percentuali in velocissima ascesa) è su ASK, dove la possibilità di comunicare sotto anonimato lo ha reso teatro di numerosi casi di cyberbullismo con esiti anche drammatici. Solo il 23% utilizza invece Twitter, social meno gettonato tra i giovanissimi.

Lo studio condotto dalla Società Italiana di Pediatria sottolinea quindi che il 15% degli intervistati ha dichiarato di aver postato un proprio "selfie" provocante, evidenziando però che la percentuale è certamente sottostimata se si considera che il 48% dello stesso campione afferma contemporaneamente di avere amici e compagni che postano selfie provocanti. Tra gli altri comportamenti a rischio rivolti a sconosciuti il 19% ha dato il telefono, il 16,8% ha inviato una foto, il 24,7% ha rivelato la scuola che frequenta, l’11,6% si è incontrata con lui, il 5,2% ha accettato proposte di sesso online. Un altro aspetto che emerge dall’indagine rispetto alla precedente edizione è che cresce l’abitudine a navigare nelle ore serali e notturne. Il 56,6% % chatta la sera dopo cena e circa il 40% continua a farlo fino a tardi, prima di addormentarsi in una fascia oraria che interferisce con il sonno, con conseguenze non trascurabili sulla salute.

La SIP mette in risalto anche un altro "effetto collaterale" della massiccia permanenza in rete degli adolescenti, cioè il cosiddetto "gambling", ovvero il gioco d'azzardo online, che sta diventando un pericoloso fenomeno specie tra i giovani adulti. La Società Italiana di Pediatria precisa infatti che la sempre maggior offerta di siti - ormai legali - in cui si gioca utilizzando soldi "veri" è una tentazione molto forte che inizia a sedurre anche i giovanissimi: i quali, a rigore di logica (o quanto meno di legge) non potrebbero accedere fino al compimento della maggiore età. Ciononostante circa il 13% degli adolescenti intervistati (percentuale che sfiora il 17% se si considerano solo i maschi) dichiara di aver frequentato questi siti e di aver giocato "a soldi" (una o più volte), da solo o insieme ad amici. Il 45% sostiene di aver vinto, solo il 13% ammette di aver perso, mentre il 36% non ricorda l’esito economico della/delle esperienza. Il 32% è orientato a ripetere l’esperienza, il 45% a non ripeterla e il 18% non lo sa. La SIP rivela infine che gli adolescenti che frequentano più di tre social sono più inclini ad avere comportamenti a rischio, non solo sul solo web ma anche nella vita reale. Inoltre, vorrebbe apparire più grande, fuma e beve di più (il 21% si è ubriacato). Ma i più assidui utilizzatori dei social risultano anche più fragili e insicuri.

"La migrazione degli adolescenti dal computer al telefonino rende difficilissimo per i genitori rendersi conto del tempo effettivamente speso dai loro figli sui social" evidenzia Giovanni Corsello, Presidente della SIP, mentre lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro sottolinea come questi giovanissimi "hanno a disposizione strumenti potentissimi, attraverso i quali entrano in contatto con il mondo, ma con la modesta attrezzatura di vita di un tredicenne". Commentando i dati sul gioco d'azzardo, il curatore dell’indagine, Maurizio Tucci, riflette: "Da un lato dobbiamo constatare la pressoché nulla deterrenza rappresentata dai ‘divieti ai minori’. Dall’altro dobbiamo considerare che al di là della violazione del divieto, questi giocatori in erba hanno anche modo di gestire somme di denaro e utilizzarle in ambiti in cui dovrebbe comunque avvenire un controllo sull’identità. I meccanismi di accesso al gioco on-line, la consuetudine di molti di questi siti ad offrire gratuitamente fiches di 'benvenuto', ed i sistemi di pagamento ammessi, sono però tali per cui non è difficile, anche per un minorenne, magari grazie ad un maggiorenne compiacente, avere esperienze di gioco".

Paradossalmente, l'indagine svela però che questi adolescenti a cui sembra essere permesso un po' tutto hanno la convinzione (il 43,4%) che la vita di un adolescente di trent’anni fa fosse migliore di quella di un adolescente di oggi. E allora, non c'erano né telefonini né connessioni ad internet.

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