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Padova: fa finta di essere una donna e truffa utenti che chattano, 26enne denunciato

"I militari della Stazione di Piombino Dese denunciano un 26enne, ritenuto responsabile di sostituzione di persona aggravata ai danni di 91 persone residenti in varie province d'Italia, delle quali 62 cadevano vittima di truffe, mentre sul conto delle altre 29 venivano messi in atto tentativi di estorsione o venivano estorte somme di denaro in modo fraudolento", scrivono in un comunicato i Carabinieri.

"I militari della Stazione di Piombino Dese (Padova) - viene scritto in una nota dai Carabinieri -, a conclusione di articolata attività investigativa iniziata il 17 settembre 2015 e sviluppata monitorando una moltitudine di dati estrapolati dall'Ufficio Centrale Amministrativo delle Poste Italiane e dall'Ufficio Supporto Frodi della società SISAL Mach Point, nonché da svariati Comandi Arma ambito nazionale, denunciavano in stato di libertà alla Procura della Repubblica un 26enne, ritenuto responsabile di sostituzione di persona aggravata ai danni di 91 persone residenti in varie province d'Italia, delle quali 62 cadevano vittima di truffe, mentre sul conto delle altre 29 venivano messi in atto tentativi di estorsione o venivano estorte somme di denaro in modo fraudolento".
"Lo stesso, - spiegano i militari - a decorrere dal 6 agosto 2012 e sino al 5 ottobre 2015, esibendo via web immagini e/o video ritraenti giovani donne che si denudavano e/o praticavano atti di autoerotismo, reperite sulla 'rete', si metteva in contatto con svariate persone, tramite chat rooms o bacheche di internet e dopo essersi fatto confidare le tendenze sessuali delle stesse, sotto la minaccia di rendere pubbliche tali confidenze sul web, ovvero direttamente a familiari, mogli/mariti, fidanzate/fidanzati, ossia facendo credere alle 'vittime' di avere a che fare con una minorenne e che tale motivo avrebbero potuto avere noie giudiziarie legate alla pedopornografia, chiedeva, ottenendo il più delle volte, in più riprese, piccole somme di denaro che venivano accreditate tramite carta Postepay (192) sul proprio conto corrente, per un importo totale di 15.836 euro. Contestualmente veniva altresì denunciata dall'Arma di Arzignano (Vicenza) una delle vittime per detenzione di materiale pedopornografico."

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