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Megaupload e Megavideo chiusi da FBI. Schmitz ha violato il copyright

Magaupload e Megavideo chiusi dall'FBI. Utenti nel panico, milioni di file perfettamente legali persi, probabilmente per sempre. Rinviate SOPA e PIPA ecco la risposta politica alternativa per la "violazione del copyright", l'oscuramento da parte dell'FBI.

Il terzo millennio è l'epoca di Obama, del "Change", che però si sta rivelando per molti, con l'andare del tempo, una pericolosa curva ad "U". Megaupload, uno dei più grandi siti di hosting internazionale (e alternativa di fatto al file-sharing) è stato oscurato dall'FBI con una operazione che ha visto arrestare Kim Schmitz (in arte Kim Dotcom) in Nuova Zelanda insieme ad altri dirigenti dell'azienda. L'accusa è quella di aver infranto sistematicamente il copyright con le sue aziende. E dire che un comunicato su Megaupload, poco prima dell'oscuramento rispondeva alle accuse lanciate dalla "majors" che "la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare". Di tutt'altra opinione ovviamente il dipartimento della giustizia americano che accusa Kim Schmitz e soci di associazione a delinquere, riciclaggio e, last but not least, violazione del diritto d'autore. Megaupload e Megavideo (anch'esso oscurato) sono di proprietà della Megaupload-Limited (di Hong Kong) e forniscono servizi di storage e streaming di file di grandi dimensioni. Il servizio è disponibile in 20 lingue. La chiusura di Megaupload rappresenta un colpo mortale, per molti osservatori, alla libertà di internet e allo scambio di file (anche perfettamente legali), di grandi dimensioni. Il servizio, che faceva della semi-gratuità il successo dell'azienda, ospitava infatti milioni di file tra cui, secondo l'accusa, "materiale senza autorizzazione dei detentori di copyright", anche se la policy aziendale lo proibiva tassativamente. Come ogni servizio del genere i titolari del copyright difatti potevano segnalare, come si fa anche su altre piattaforme simili, il contenuto "illecito" e chiedere il blocco del download. Emblematico il fatto che la chiusura di Megaupload avvenga a un giorno dalla protesta di (quasi) tutta internet statunitense (http://is.gd/reHpfn), che si è schierata contro SOPA e PIPA, le due proposte di legge che di fatto metterebbero il "bavaglio" all'internet statunitense e mondiale. L'approvazione di SOPA (Stop Online Piracy Act, disegno di legge contro la pirateria online) e PIPA (Protect IP Act, disegno di legge per la protezione degli indirizzi IP) sembrano rinviate grazie alla protesta del web, ma la chiusura di Megaupload e Megavideo sembra la risposta "alternativa" del Governo Usa. Non "passano" le leggi anti-pirateria? Arriva l'FBI, "il braccio violento del copyright" come l'aveva soprannominata Ernest Kattens all'epoca del caso Napster.

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