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Intercettazioni telefoniche a tappeto: NSA "ascolta" gli Stati Uniti

Il quotidiano The Guardian rivela come "la NSA (National Security Agency) raccoglie quotidianamente le registrazioni telefoniche di milioni di clienti Verizon", mentre il Wall Street Journal afferma che ad essere "ascoltati" sono anche i clienti di AT&T e Sprint. Nel mirino, anche i dati delle carte di credito. Poi The Washington Post fa scoppiare il caso del programma PRISM.

Prima il The Guardian, poi il The Washington Post. Due articoli, due documenti potrebbero bastare per far cadere la testa di Barack Obama, magari dopo una possibile richiesta di impeachment che sembra già visibile all'orizzonte. I due documenti mostrano infatti per la prima volta, dopo tante denunce spesso bollate (a questo punto colpevolmente) come cospirazioniste, che sotto l'amministrazione Obama le comunicazioni telefoniche ed internet venivano letteralmente intercettate, raccolte e inglobate dalla NSA (National Security Agency) e dall' FBI (Federal Bureau of Investigation).

Il 6 giugno il The Guardian fa scoppiare il caso. Il titolo è inequivocabile: "La NSA raccoglie quotidianamente le registrazioni telefoniche di milioni di clienti Verizon". Nell'articolo scritto da Glenn Greenwald, viene infatti spiegato, senza troppi giri di parole, che "la National Security Agency sta attualmente raccogliendo le registrazioni telefoniche di milioni di clienti Verizon, uno dei maggiori fornitori di telecomunicazioni degli Stati Uniti, nell'ambito di un ordine top secret del tribunale emesso nel mese di aprile". Il The Guardian pubblica quindi una copia dell'ordine emanato dal Foreign Intelligence Surveillance Court (FISC), corte federale degli Stati Uniti istituita con il Foreign Intelligence Surveillance Act del 1978 (FISA), dove richiede a Verizon di consegnare "continuamente ogni giorno" ("ongoing daily basis", ndr) informazioni alla NSA riguardo tutte le chiamate telefoniche conservate nei propri sistemi, sia all'interno degli Stati Uniti che tra Stati Uniti e altri paesi.

Un documento che mostra, in tutta la sua gravità, come sotto l'amministrazione Obama i "protocolli di comunicazione di milioni di cittadini americani (che potrebbero parlare anche con un cittadino italiano, ndr) vengono raccolti indiscriminatamente ed in massa, a prescindere dal fatto che essi non sono sospettati di alcun illecito", come sottolinea Glenn Greenwald. L'ordine top secret concesso all' FBI dà quindi l'autorità ad ottenere i dati da Verizon per un periodo di tre mesi, dal 25 aprile al 19 luglio 2013. I dati che Verizon ha dovuto passare alla NSA sono, come disposto dal tribunale: tutto il dettaglio delle chiamate o "metadati di telefonia" creati da Verizon per le comunicazioni tra gli Stati Uniti e l'estero, oppure interamente all'interno degli Stati Uniti, tra cui le locali chiamate telefoniche. I metadati di telefonia includono le comunicazioni complete dell'instradamento dei dati (routing information), numeri, orari e durata della chiamate, e comprendono, anche se non esclusivamente, le sessioni di informazioni di identificazione. Viene invece precisato che i metadati di telefonia non includono il contenuto sostanziale delle comunicazione, il nome, l'indirizzo, o informazioni finanziarie di un abbonato o cliente di Verizon, anche se va da sé che ciò non impedirebbe alla NSA di ricostruire facilmente l'identità di ogni persona con la quale un individuo ha comunicato. Infine, viene ordinato che nessuna persona dovrà rivelare a terzi che l' FBI o NSA ha chiesto o ottenuto questi dati ai sensi del presente ordine.

Nel frattempo, il Wall Street Journal rivela che non solo i 121,1 milioni di utenti di Verizon ma anche i 107,3 milioni di clienti per la telefonia mobile ed i 31,2 milioni per la telefonia fissa di AT&T e gli oltre 55 milioni di Sprint sarebbero controllati dalla NSA. Inoltre, il WSJ scrive che oltre alle telefonate, la NSA raccoglierebbe anche i dati relativi agli acquisti compiuti con le carte di credito. La scoop del The Guardian svela quindi come l'amministrazione Obama abbia di fatto proseguito la politica di raccolta di chiamate su larga scala iniziata con l'amministrazione di George W. Bush, visto che l'ordine emanato in base alla FISA dimostra chiaramente come i dati raccolti dalla NSA non sono relativi ad una specifica persona sospettata di essere un agente collegato ad un gruppo terroristico o di uno Stato estero. Prima di pubblicare la notizia, il The Guardian ha chiesto a Verizon, alla Casa Bianca, alla NSA e al Dipartimento di Giustizia, un commento, che però non è arrivato.

E' invece giunta a 24 ore di distanza la risposta del The Washinton Post, che rilancia svelando come i servizi di intelligence degli Stati Uniti e della Gran Bretagna stanno accedendo, attraverso il programma ribattezzato eloquentemente PRISM, ai server delle più grandi aziende internet, e cioè Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube, Apple.

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