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Facebook: 11 mln di italiani mobili navigano sul web

Undici milioni di italiani navigano con cellulari e tablet, magari tra falò di immondizia e scorie nucleari, ma navigano felici e prenotano biglietti e fanno "mi piace" su Facebook. I dati dell'Osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano.

Paese strano l'Italia, forse un Paese dissociato, un Paese sfaldato con esistenze che vivono parallelamente su diversi piani; un Paese complesso che unisce analfabetismo e navigazione in rete, incomunicabilità e mania per gli smartphones; povertà e precariato con l' ossessione per i tablet.
Un dato che per alcuni è assurdo (ma per altri probabilmente non merita una riflessione) è il risultato della ricarca che l'Osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano ha fornito ieri all'inaugurazione dello SMAU 2010.
Secondo una ricerca dell'Osservatorio infatti sarebbero ben 11 milioni gli italiani che navigano sul web con smartphone, cellulari e tablet.
Da qui forse l'urgenza sentita dai politici (e dalle aziende) di trovarsi tutti d'accordo per l'abolizione della "legge Pisanu", quella per rendere libero dalle "carte d'identità" il WiFi.
Questi milioni di italiani che navigano su internet con il "cellulare" non solo navigano sul web ma prenotano teatro, treni e consultano orari. Ovviamente Facebook "wireless" la fa da padrone perché questi milioni di navigatori sono ovviamente per la maggioranza legati ad un social network, vera mania del millennio.
11 milioni di cittadini che navigano in rete con i nuovi gadget hi tech wireless significa almeno che sono 11 milioni di italiani con capacità di spesa (o che mettono al primo posto questo tipo di spesa invece di un'altra); che l' essere "sempre connessi" e raggiungibili con Facebook sta diventando parossistico; che il web è sempre più "da consultazione veloce" e sempre meno d'approfondimento.
Il "mobile internet" sta crescendo vertiginosamente e l'osservatorio prevede che alla fine di quest'anno arriverà a 550 milioni di euro, ben 40 per cento in più del 2009.
Il futuro diventa sempre più quello profeticamente descritto da Wim Wenders in "Fino alla fine del mondo": drogati da immagini e stimoli autoreferenziali che diventano prosciutto sugli occhi. Aspettando l'EMP.

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