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Cyberbullismo: petizione si diffonde via Twitter

Si diffonde via Twitter una petizione che mira a diventare una legge di iniziativa popolare contro il cyberbullismo, che è solo una faccia della violenza che si consuma quotidianamente online.

Probabilmente ad ispirare la petizione contro il cyberbullismo che si sta diffondendo via Twitter è stata la tragedia di Amanda Todd, la 15enne che nell'ottobre scorso si è suicidata perché vittima da anni (da quando ne aveva circa dodici) di un utente che si celava dietro l'anonimato di internet per perseguitarla. Alla fine, nonostante l'ultimo grido d'aiuto lanciato da Amanda Todd su Youtube , la giovane si è tolta la vita. Amanda Todd è diventata quindi l'icona contro il cyberbullismo, che in tanti modi e maniere rischia stravolgere l'esistenza di ragazzi ma anche di adulti. Perché il cyberbullismo è solo una faccia della violenza che si consuma quotidianamente online. Nella petizione viene spiegato che "non esiste ancora nel nostro paese una legge che garantisce una vera e propria pena a chi sfrutta internet come strumento di insulto che induce anche al suicidio", e mira a raggiungere 50mila sottoscrizioni per poter essere presentata come legge di iniziativa popolare "presente in teoria anche in Italia", come si sottolinea nel testo. La petizione è stata diffusa meno di un giorno fa e ha già raggiunto circa 2.500 firme, segno che il problema è molto sentito. Solo nei prossimi giorni, però, si comprenderà se la petizione riuscirà poi a diventare, anche formalmente, un progetto di legge da presentare in Parlamento. Anche se su Twitter il top tweet #noalcyberbullismo è condiviso dalla maggioranza degli utenti, uno di questi, il cui nick è Luigi Tomlinfiglio, precisa: "#noalcyberbullismo bella idea. Ma non firmate se poi siete i primi che girano su ask a insultare gente a caso".

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