le notizie che fanno testo, dal 2010

Banda larga: governo "tacabanda" su nuovi fondi anti digital divide?

Il maxiemendamento potrebbe contenere un nuovo "Piano strategico nazionale per la banda larga e ultralarga" con finanziamenti per annullare il "digital divide" che spezza in due l'Italia. Ma sono solamente voci e indiscrezioni, nulla si sa di certo. Intanto Assoprovider scrive a Paolo Romani.

Il barile è ormai vuoto e neppure si può più raschiarlo. Ma la creatività italiana, una volta maestra di "finanza creativa" ha probabilmente pensato di usarlo come una gran cassa, e allora, "tacabanda", la fanfara può cominciare a suonare con il tempo finalmente scandito dalla solita mazza. Nel maxiemendamento anti crisi dovrebbe infatti esserci anche il "rilancio" della banda "larga ed ultralarga", anche se per ora si tratta solamente di voci. Il finanziamento arriverebbe da "vecchi e nuovi fondi strutturali europei, dal fondo per lo Sviluppo e dalla Cassa depositi e prestiti" come scrive La Repubblica (http://is.gd/e4Mkzo). Il provvedimento dovrebbe rispondere "con i fatti" alla lettera aperta di Assoprovider indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. In questa lettera l'Associazione "di operatori indipendenti nel complesso settore dei Servizi Internet e della connettività", affiliata all'organigramma nazionale di Confcommercio, sintetizza: "Assoprovider chiede al Ministro Romani che vengano rivisti i contributi amministrativi per incentivare lo sviluppo della banda larga. La ricetta proposta da Assoprovider è immediatamente attuabile, non aggravia la spesa pubblica, ma anzi, favorendo l'accesso di nuovi operatori, facilita l'ingresso di nuovi introiti per le casse dello stato. Assoprovider suggerisce inoltre misure per la razionalizzazione dell'utilizzo dello frequenze nonché nuove forme di investimento per le NGN" (il testo completo della lettera aperta è qui http://is.gd/KmFXGj). Ciò che ci sarebbe scritto sul nuovo "Piano strategico nazionale per la banda larga e ultralarga" ancora non si sa. Non si conosce neppure se nel maxiemendamento finirà anche la proposta sul superamento dei "limiti di legge previsti dal decreto del 2003 (ovvero 6 Volt/metro)" per quanto riguarda le antenne per la telefonia mobile, che nei giorni scorsi ha mosso una petizione della Rete NoElettrosmog Italia (leggi "iPhone 4s in Italia. La Rete NoElettrosmog scrive a deputati per il 4G" http://is.gd/O1CzOx). Per quanto riguarda la banda larga, nel 2008, in quella che ancora si chiamava "Finanziaria" erano previsti 800 milioni di euro da investire per l'annullamento del "digital divide" ma poi, passati gli annunci e la consueta fanfara "tacabanda" (ritmata dalla mazza sulla botte vuota), si erano sostanzialmente "liquesi" come direbbe Gigi Proietti.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: