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Adolescenti: 80% ha Facebook, uso internet rende più trasgressivi

L'Osservatorio SIP (Società Italiana di Pediatria) pubblica gli ultimi dati sulle "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani", sottolineando come la "fruizione sempre più massiccia di internet li spinge ad assumere comportamenti sempre più liberi e trasgressivi", e questo perché manca una "una adeguata formazione ed informazione". Ben l'80% ha un profilo Facebook.

"La fruizione sempre più massiccia di internet e, quindi, la sempre maggiore conoscenza dello strumento invece di indurre i giovani utenti ad atteggiamenti più consapevoli e quindi più prudenti (il che potrebbe rappresentare un positivo contrappeso), li spinge ad assumere comportamenti sempre più liberi e trasgressivi. In ciò si evidenzia quanto sia carente una adeguata formazione ed informazione, da parte degli adulti di riferimento, su un corretto utilizzo del mezzo" sottolinea Maurizio Tucci, curatore delle indagini dell'Osservatorio SIP (Società Italiana di Pediatria) e Presidente della Associazione Laboratorio Adolescenza nel commentare il report "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani". La relazione mette chiaramente in evidenza quanto "l'eccesso di internet" influisca in maniera negativa "anche su comportamenti ed abitudini non direttamente collegate all'uso della Rete". Più del 21% degli adolescenti naviga abitualmente su internet più di 3 ore al giorno, e questi sono gli stessi, rende noto l'indagine dell'Osservatorio SIP, che hanno "abitudini alimentari peggiori, sono più inclini al rischio, fumano e bevono di più, leggono di meno, hanno un rendimento scolastico inferiore, hanno comportamenti sessuali più 'adultizzati', praticano meno sport e lo fanno con un atteggiamento molto più orientato alla vittoria che alla pratica ludica". Per esempio, se è il 52,6% del campione nazionale ad "andare bene a scuola", solo il 36,5% degli adolescenti che navigano su internet più di 3 ore al giorno dichiarano lo stesso.

Gli adolescenti maggiormente attratti da internet, e prevalentemente dai social network che alla fine si sono ridotti in una immansa chat, trascorrono (in percentuale superiore alla media) anche più di tre ore al giorno davanti alla TV, il che ne fa veri e propri "videodipendenti". Federico Tonioni, responsabile del Centro per le Dipendenze da Internet del Policlinico Gemelli di Roma, non è affatto stupito da questo dato, spiegando che "in realtà l'eccesso di uso di internet è in continuità con il rapporto serrato che lega, fin dall'infanzia, molti bambini agli 'screen digitali', con scarso controllo e senso del limite", ed avverte: "Quando un bambino 'non si vede e non si sente', viene a mancare prima di tutto nella mente dei genitori, che in quel momento non lo pensano - aggiungendo - Se condizioni del genere diventano la norma, si complica quel rispecchiamento emotivo fondamentale per crescere armonicamente e che rappresenta la base della nostra identità e della capacità di sostenere le relazioni con gli altri". Tonioni sottolinea come "i bambini non hanno bisogno di essere guardati, ma piuttosto di essere 'visti' e quindi considerati", ricordando che "la prevenzione inizia fin dall'origine e spetta agli adulti coltivare la relazione emotiva che ogni bambino chiede. Non a caso molti giovani che abusano di internet vengono da famiglie con difficoltà specifiche nella comunicazione emotiva, come del resto accade in certi casi di cyber bullismo dove la vittima e il persecutore sembrano collocarsi entrambi nella possibilità di esprimere o reprimere emozioni diametralmente opposte". Ed infatti, il 60,6% degli adolescenti che naviga più di tre ore al giorno ha ammesso di essere rimasto coinvolto in almeno un episodio di cyber bullismo. L'indagine dell'Osservatorio SIP rivela poi come ben l'80% degli adolescenti possiede un profilo Facebook, dato che sale al 93.7% tra i ragazzi che stanno su internet più di tre ore al giorno. Il rischio è che il desiderio di "travalicare i limiti" tipico dell'adolescenza giunga "senza un'autentica maturazione interiore, perché crescere vuol dire vivere emozioni crescenti che, al contrario, nel mondo del web sono in qualche modo schermate", avverte sempre Federico Tonioni.

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