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Legge Bavaglio: stop per un'informazione libera

Contro la cosiddetta Legge Bavaglio i giornali, le televisioni, le radio, i siti e i blog si fermano nel dare le notizie. I giornalisti hanno il diritto-dovere di informare, sempre e comunque, ma soprattutto di essere LIBERI.

Contro la cosiddetta Legge Bavaglio i giornali, le televisioni, le radio, i siti e i blog si fermano nel dare le notizie. Viene definita la giornata del silenzio "rumoroso", e si protesta contro il DDL sulle intercettazioni.
Ieri i giornalisti della carta stampata hanno incrociato le braccia, e così oggi in edicola non ci saranno i quotidiani (o almeno una gran parte di questi).
Dalle 7.00 della mattina di oggi fino alla stessa ora di sabato 10 si fermano le agenzie di stampa. Fermi, con un ora di anticipo ma con la stessa modalità, le testate web e i siti on-line.
Aderiscono allo sciopero anche giornalisti free-lance, collaboratori, giornalisti degli uffici stampa e quelli dei periodici.
In tv sono assicurati, come da accordi sindacali, i Tg in forma ridotta.
Molti giornali e blog saranno poi listati a lutto come segno di protesta.
C'è chi in rete ha già organizzato forme di protesta "creativa", come quello di realizzare notizie al limite dell'inverosimile. Per far capire l'importanza dell'informazione libera.
Uno sciopero "sacrosanto" tanto quanto è "sacrosanto" per Berlusconi il DDL sulle intercettazioni.
I giornalisti hanno il diritto-dovere di informare, sempre e comunque, ma soprattutto di essere LIBERI.
Se c'è questo requisito, anche la legge più restrittiva diventa inefficacie.
Se manca questo requisito, ogni protesta diventa vana e sterile.

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