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Intercettazioni, ONU: se adottato DDL a rischio libertà di espressione

Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, interviene nettamente riguardo il DDL sulle intercettazioni: "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia".

Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, interviene nettamente riguardo il DDL sulle intercettazioni che dovrebbe approvare alla Camera a fine luglio. Per Frank La Rue il DDL dovrebbe essere per lo meno modificato, se non addirittura abolito. Questo perché stando all'ONU "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia". Frank La Rue si offre anche si consigliare il governo italiano riguardo le modifiche da apportare, se ne avesse bisogno, e spera di poter fare un viaggio in Italia per capire lo stato stato della libertà di stampa nel nostro Paese.
Frank La Rue afferma di comprendere i motivi che hanno portato a questo disegno di legge, in primis la tutela della privacy, ma sottolinea che "la bozza, nella sua forma attuale, non costituisce una risposta appropriata a queste preoccupazioni e può costituire una minaccia alla libertà di espressione".
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini esprime "sconcerto" per quanto detto da Frank La Rue invitando di evitare "interventi del genere" se prima non si è letta la proposta legislativa. In realtà il relatore delle Nazioni Unite entra anche dello specifico del DDL, facendo per esempio riferimento a quella parte che sanziona e condanna dino a 4 anni di carcere quei giornalisti non professionisti che registrano e pubblicano senza il consenso delle persone coivolte nell'indagine. Per La Rue tale passaggio mette "seriamente a rischio il diritto di tutti gli individui a raccogliere informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Italia è membro".
Impensabile anche il mese di carcere o una multa da 10mila euro per chi pubblica degli atti delle inchieste in versione integrale, se prima non c'è stata la fine dell'udienza preliminare. "Queste disposizioni potrebbero impedire ai giornalisti di fare giornalismo investigativo in campi di interesse pubblico, come la corruzione, data l'eccessiva durata dei processi in Italia", sottolinea Frank La Rue ricordando che anche le sanzioni per chi pubblica intercettazioni telefoniche sono sproporzionate rispetto al reato.
"Se adottato nella corrente forma" - dice ancora il relatore, il DDL "potrebbe minare l'esercizio del diritto di libertà d'espressione in Italia". Frank La Rue consiglia quindi al governo italiano di "astenersi dall'adottare questo disegno di legge nella forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo con tutte le parti in gioco, in particolare con i giornalisti e i media, per assicurare che le loro preoccupazioni siano tenute da conto". Per tutta risposta il Ministro Frattini afferma che "in uno stato democratico e liberale quale è l'Italia, il parlamento sovrano decide, e sulle proposte in itinere nessuno deve e può interferire".

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