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Intercettazioni, Iori (PD): tutelare minori e lavoro giornalisti

"Il tema delle intercettazioni va affrontato all'interno di una prospettiva in grado di tenere assieme il diritto all'informazione con quello alla privacy: una soluzione d'equilibrio è necessaria per evitare che da una parte gli abusi possano trovare legittimazione, andando a ledere la riservatezza dei cittadini, e dall'altra per garantire ai giornalisti di svolgere il proprio mestiere, offrendo un servizio fondamentale alla collettività", così in un comunicato VAnna Iori, membro del PD, commentando l'emendamento Pagano che andrebbe a punire con il carcere le "registrazioni fraudolente tra privati".

"Il tema delle intercettazioni va affrontato all'interno di una prospettiva in grado di tenere assieme il diritto all'informazione con quello alla privacy: una soluzione d'equilibrio è necessaria per evitare che da una parte gli abusi possano trovare legittimazione, andando a ledere la riservatezza dei cittadini, e dall'altra per garantire ai giornalisti di svolgere il proprio mestiere, offrendo un servizio fondamentale alla collettività. Il PD, come ha sottolineato il responsabile Giustizia del partito, David Ermini, è pronto a mettere in campo un emendamento al ddl penale per salvaguardare i professionisti dall'eventuale applicazione della norma in questione, che sarà soggetta a un'attenta valutazione come indicato anche dal ministro Orlando" afferma in una nota la deputata dem Vanna Iori, commentando l'emendamento Pagano che andrebbe a punire con il carcere le "registrazioni fraudolente tra privati".
In realtà, la Cassazione ha ribadito più di una volta che quando una persona parla con un altra (anche se nessuno è un giornalista) entrambe accettano il rischio che una delle due registri e diffonda ciò che si sono detti tra loro, perché "non c'è differenza sostanziale tra il memorizzare nel cervello o il memorizzare su un taccuino o farlo su un registratore" come sottolinea in una intervista a La Repubblica l'ex Guardasigilli ed ex presidente della Consulta, nonché famoso avvocato, Giovanni Maria Flick.
La segretaria della commissione Giustizia della Camera sostiene però che è "inevitabile porre dei limiti alla pubblicazione delle intercettazioni, audio e video, che nulla hanno a che fare con il diritto all'informazione:- aggiungendo - esistono, in tal senso, regolamenti e codici deontologici che vietano l'utilizzo di informazioni sensibili da parte dei giornalisti. Sul fronte dei minori, ad esempio, è necessario far rispettare l'applicazione della Carta di Treviso, che in molti casi è stata violata da un'informazione scorretta, causando gravi ripercussioni negative per il benessere dei bambini e degli adolescenti coinvolti: in questo caso le regole esistono già e una loro corretta applicazione garantirebbe, ad esempio, di evitare situazioni dolorose e compromettenti per i minori".

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