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Intercettazioni, Ferranti (PD): nessuno vieta registrazioni tra privati. Solo la pubblicazione

L'emendamento sulle intercettazioni "non vieta affatto le registrazioni tra privati e tantomeno impedisce che possano essere utilizzate come prova nei processi contro gravi reati come corruzione o stalking. a una lettura corretta della norma", sostiene in un comunicato la parlamentare dem Donatella Ferranti.

Donatella Ferranti, relatrice del provvedimento e presidente della commissione Giustizia, difende l'emendamento sulle intercettazioni assicurando che "non vieta affatto le registrazioni tra privati e tantomeno impedisce che possano essere utilizzate come prova nei processi contro gravi reati come corruzione o stalking". La deputata del PD spiega quindi che "il principio di delega chiede semplicemente che sia punita la diffusione di registrazioni fraudolente al solo fine di danneggiare la reputazione altrui, escludendo comunque la punibilità se si utilizzano in un processo o per l'esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca".
"In questi giorni - si apprende in ultimo -, in interviste e dichiarazioni, ho letto di tutto e di più su questa norma, sarebbe però bene che se ne parlasse con cognizione di causa e non imputandole intenti ed effetti che francamente nulla centrano con quanto previsto. La norma non impone alcun bavaglio all'informazione e nemmeno ostacola indagini e denunce. Si tratta solo di regolamentare meglio la loro pubblicabilità. Non solo non c'è alcuna limitazione al loro uso e ai reati intercettabili, ma anzi si facilitano quelle che riguardano i gravi reati contro la pubblica amministrazione." C'è però chi non comprende il perché di sia necessario "regolamentare meglio la pubblicabilità" di alcuni contenuti visto che altre norme puniscono già il "danneggiamento della reputazione altrui".

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