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Ddl intercettazioni: slitta voto. Lega: ci sono cose più importanti

Un sospiro di sollievo per i giornalisti e i blogger, visto che il voto alla Camera sul DDL intercettazioni è stato rimandato dopo che il governo è stato battuto sul rendiconto dello Stato. E la Lega Nord spiega che ora ci sono cose più "concrete" da fare.

Dopo che il governo è stato battuto sull'articolo 1 del rendiconto generale del bilancio dello Stato, arriva lo stop sul DDL intercettazioni. Il disegno di legge sarebbe dovuto andare al voto oggi, ma poiché il governo sembra essere in bilico, tutto viene rimandato. "Certo che slitta l'esame del DDL intercettazioni" ha affermato infatti il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto interpellato dai giornalisti. A lasciar intendere, inoltre, che per adesso la cosiddetta "legge bavaglio" può attendere è poi Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord alla Camera, che esterna ai giornalisti tutto il malcontento del partito. "Una legge sulle intercettazioni serve - spiega ai gionalisti - ma a noi interessano cose più concrete come l'autorizzazione alla Singapore Airlines per operare sull'aeroporto di Malpensa che Matteoli non autorizza da nove mesi". Sul DDL Reguzzoni spiega di pensarla come Palamara (presidente dell'ANM), precisando che "una legge va fatta ma tenendo conto delle richieste dei magistrati e del fatto che non si può pubblicare tutto sempre e comunque, insomma - conclude - bisogna tutelare le persone non coinvolte dai reati". Una posizione, questa, che potrebbe bloccare definitivamente il testo che fino ad oggi sembrava essere la priorità del governo, nonostante il presidente della BCE, Jean Claude Trichet, parlando della crisi che ha investito l'Europa, riveli che "nelle ultime tre settimane la situazione è peggiorata". "La Lega che abbandona Berlusconi proprio sul tema a lui più caro fa parte della stessa istantanea nella quale oggi (ieri, ndr) abbiamo visto mancare al voto dell'Aula sul rendiconto sia Bossi che Tremonti, sia Scajola che Scilipoti - sottolinea infatti Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del PD - Il Paese in preda ad una crisi economica senza precedenti è nelle mani di una maggioranza che non c'è più". A chiedere quindi, nuovamente, le dimissioni del governo è Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del PD, che sottolinea come questo governo sia ormai finito e che "le parole del capogruppo della Lega alla Camera sulle intercettazioni sono la testimonianza di questa fine", affermando che "stoppare immediatamente due provvedimenti ad personam come quello sulle intercettazioni e quello sul processo breve sarebbe la prima assunzione di responsabilità da parte di questo esecutivo". Per adesso, quindi, giornalisti e blogger sembrano poter tirare un sospiro di sollievo, magari in attesa che spiri con sempre maggior vigore quel famoso vento di cambiamento tanto sbandierato solo pochi mesi fa.

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