Alla fine il governo pone la fiducia sul DDL intercettazioni. A comunicarlo il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. L'opposizione sul piede di guerra.
Alla fine è successo quello che già si sapeva. Il governo pone la questione di fiducia sul DDL intercettazioni. La fiducia sarà posta su un maxi-emendamento che praticamente riassume il contenuto del DDL. Ad annunciarlo il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. L'opposizione sbatte i piedi, nel vero senso della parola mentre il governo giustifica la questione di fiducia dicendo che è arrivato il momento della decisione, visto che sul tema si è già discusso a lungo. Inoltre la scelta della fiducia è arrivata, sempre secondo il governo, per l'ostruzionismo fatto dall'opposizione e quindi la commissione non ha potuto votare gli emendamenti al testo.
Usigrai (Unione sindacale giornalisti Rai) diffonde un comunicato per chiedere ai deputati di "ripensarci" e non votare la fiducia sul DDL intercettazioni.
Silvio Berlusconi non sembra intenzionato solo a riformare la Consulta ma pensa di riprendere anche la legge sulle intercettazioni, vista la "dipartita di Fini", tanto che sembra si voglia ripescare il testo senza le modifiche dei finiani e dell'opposizione.
Angelino Alfano spiega che la riforma sulle intercettazioni potrebbe approdare in aula già prima della pausa estiva, e ad aprire al "confronto" è Pier Luigi Bersani, che spiega che in effetti non dovrebbero essere "divulgate intercettazioni che non ha senso divulgare".
Silvio Berlusconi frena sul DDL intercettazioni mentre spinge per l'approvazione il leader della Lega Umberto Bossi che chiede un'intesa tra il Cavaliere e il Colle.