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Alfano: leggere intercettazioni anche divertente, ma su P4 irrilevanti

Saltuariamente il governo torna a parlare di intercettazioni e di riformare di tale sistema. Fabrizio Cicchitto pensa di riproporre o la cosiddetta "legge bavaglio" o di farne un'altra per decreto, ma Gianfranco Fini non sembra favorevole a nessuna delle due ipotesi.

Sembra che anche Angelino Alfano, Guardiasigilli e segretario politico del Pdl, trovi "divertente" leggere le intercettazioni pubblicate in questi giorni dai giornali riguardanti lo scandalo della P4 e il faccendiere Bisignani, ma dalla tavola rotonda organizzata da Confindustria non manca neanche di sottolineare come le stesse non siano "penalmente rilevanti". Ma soprattutto, aggiunge Alfano, le intercettazioni non sono "gratis". Come quasi tutto, del resto, potrebbe obiettare qualcuno. Ma si sa che in tempo di crisi bisogna tagliare, ed ecco che si sottolinea che "il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici è di un miliardo di euro". "E' chiaro - ribatte provocatoriamente il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore - che le intercettazioni hanno un costo, nulla è gratis. Se il governo pensa che gravino troppo sul bilancio, le vieti". Lepore sottolinea però come la "crisi non può bloccare il lavoro dei magistrati", precisando che per quanto riguarda l'inchiesta sulla P4, la procura era obbligata "a depositare le intercettazioni, per metterle a disposizione della difesa". Angelino Alfanon poi,quando specifica che "si tratta di servizi giusti, perché le intercettazioni si devono fare", sembra lasciare aperta la porta a chi intende riproporre una legge che vada a a riformare tale sistema. Fabrizio Cicchitto, per esempio, ipotizza già che si potrebbe continuare l'iter parlamentare delle legge sulle intercettazioni che era già passata al Senato ma poi si era arenata alla Camera (la ribattezzata da molti "legge bavaglio"), oppure propone anche l'idea di un decreto immediato. Quel che sembra certo, per Cicchitto, è che "quello che sta avvenendo con la sistematica pubblicazione di intercettazioni che non hanno alcun rilievo penale, ma che riguardano la vicenda politica italiana, è semplicemente scadaloso, anche perché è una operazione mirata e a senso unico". A distanza, intervenendo a "Otto e mezzo" su La, è però il presidente della Camera Gianfranco Fini a rispondere indirettamente alle proposte di Cicchitto, specificando immediatamente che non vuole nemmeno sentir parlare di decreto, visto che "neanche uno studente di legge può vedere i requisiti di necessità e urgenza" in materia. Dall'altro lato, non sembra favorevole nemmeno a rivedere sul tavolo il decreto "arrivato in passato al Senato, definito un bavaglio".

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