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Integratori alimentari, EFSA: "mancano prove su effetto benefico"

A cosa servono gli integratori alimentari, si chiede Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento "Tutela del Consumatore" di IdV, "se non in stretti termini commerciali" visto che l'EFSA dice che mancano le prove che l'effetto indicato sia davvero benefico?

"Massicce campagne pubblicitarie ce li propinano come manna dal cielo per migliorare le nostre diete, la concentrazione, le energie, le prestazioni quotidiane, la vista, il controllo della glicemia, del peso corporeo, della funzionalità intestinale o del cuore e chi più ne ha ne metta, ma i benefici promessi da integratori alimentari quali vitamine, minerali, fibre alimentari specifiche o lattobacilli vivi, si traducono spesso in delusione o in effetti per così dire placebo poiché in realtà rimangono solo sulle diciture delle confezioni ed in concreto poco o addirittura nulla". Con queste parole Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", commenta in una nota l'opinione espressa da un comitato scientifico di esperti dell'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, che "dopo uno studio approfondito su 808 indicazioni funzionali generiche sulla salute ha stilato pareri negativi per gran parte delle indicazioni analizzate".
Giovanni D'Agata spiega che l'EFSA si è basata in particolare "sulla scarsità delle informazioni fornite, a partire dall'impossibilità di identificare la sostanza specifica su cui è basata l'indicazione (ad esempio per le fibre alimentari spesso non viene specificato il tipo di fibra); la mancanza di prove che l'effetto indicato sia davvero benefico per mantenere o migliorare la funzionalità organica (ad esempio indicazioni sull'eliminazione dell'acqua per via renale); la mancanza di precisione relativa all'indicazione sulla salute (ad esempio indicazioni riferite a termini come energia e vitalità); la mancanza di studi condotti sull'uomo con misurazioni affidabili del rivendicato effetto benefico sulla salute".
Giovanni D'Agata ricorda che "l'agenzia ha valutato ad oggi oltre un terzo delle indicazioni sulla salute sulla totalità di quelle incluse nell'elenco compilato dagli Stati membri e dalla Commissione europea e si avvia allo studio completo entro la fine di giugno del 2011".
Criticamente D'Agata sottolinea anche come gli italiani, nonostante i tanti pareri negativi, sembrano essere comunque "una popolazione conquistata dagli integratori".
D'Agata ricorda infatti che una recente statistica commissionata dall'AIIPA (Associazione Italiana Industrie Alimentari) ha evidenziato che "oltre un terzo degli intervistati utilizza con regolarità gli integratori alimentari di vario genere", nonostante il consumatore si una persona colta, che va dai 45 a 59 anni e vanta abitudini di vita sani, comprese quelle alimentari.
La domanda che pone Giovanni D'Agata è quindi quale sia "l'utilità, se non in stretti termini commerciali, degli integratori alimentari, tenuto conto che, al di là dell'assenza pressoché generale di riscontri scientifici suffragati anche dall'autorevole agenzia europea, la nostra alimentazione è così variegata e completa, che a detta degli esperti nutrizionisti risponde ai fabbisogni dell'organismo, per non dire che eccede il normale apporto quotidiano dei nutrienti di cui abbiamo bisogno".

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