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Toxxscan: app salvamamme contro i distruttori endocrini

Toxxscan è un progetto ambizioso italo-svedese per costruire un database online, consultabile anche attraverso una app per smartphone, per "leggere" sui codici a barre dei prodotti gli inquinanti chimici e i cosiddetti distruttori endocrini (EDC) a cui sono sempre più sottoposti i bambini.

Il prezzo delle comodità della vita moderna è senz'altro l'inquinamento che, in dosi massicce (pensiamo vivere accanto a simpatici amici che incendiano cavi elettrici) o in dosi infinitesimali (si pensi alla contaminazione delle falde acquifere e della catena alimentare da PFAS in Veneto) minacciano la nostra stessa esistenza. I cibi confezionati, i prodotti per la pulizia, le creme ed i saponi, tutti gli oggetti di uso quotidiano possono nascondere infatti degli elementi tossici che, soprattutto per i bambini, possono essere molto pericolosi. Ma come fare a difendersi oltre a tornare a cucinare in casa gli elementi base della nostra dieta mediterranea? Certamente l'informazione "smart" offerta dalle nuove tecnologie può, se usate bene (e finanziate meglio), riuscire ad orientare il consumatore in maniera corretta.

Uno di questi esempi è Toxxscan il cui nome è davvero tutto un programma. Si tratta di una applicazione per smartphone (ma funziona anche con i normali pc ed altri devices che abbiano una periferica di input ottico, leggi scanner, fotocamera, etc.) che promette di svelare, in modo semplice e comprensibile a tutti (dato che l'analfabetismo funzionale avanza), grazie alla foto di un pollice (verso o recto) se l'alimento o in genere un prodotto chimico contiene sostanze chimiche nocive. Toxxscan è un progetto dell'organizzazione no-profit EnvirohealthMatters in collaborazione con il dottor Robert Verker (Alliance of Natural Health International) insieme alla Dott.ssa Fiorella Belpoggi e al Dott. Daniele Mandrioli dell'Istituto Ramazzini di Bologna.

Il servizio consiste in un database online che "fornisce profili di rischio per cibi, cosmetici, prodotti per il bagno e la pulizia e permette ai consumatori e produtturi di minimizzare l'uso di sostanze chimiche che presentano un riconosciuto rischio per la salute umana e l'ambiente" come si legge sul sito dell'Istituto Ramazzini. A dicembre è partito il crowdfunding per sostenere lo sviluppo di questo progetto attraverso la piattaforma Indiegogo. Un video esplicativo mostra una mamma in un supermercato che sceglie i prodotti che mette dentro il carrello della spesa fotografando con lo smartphone il codice a barre. Sarà la semplice immagine del pollice ad indicare se il prodotto è "toxin-free" per la sua alimentazione e quella del suo bambino.

Il progetto Toxxscan nella sua spiegazione per gli eventuali contributori del crowdfunding spiega proprio come i bambini siano i più a rischio soprattutto per quanto riguarda l'esposizione dei loro piccoli organismi a sostanze chimiche che potrebbero distruggere i loro ormoni. I distruttori endocrini (in inglese: endocrine disruptor, hormonally active agents, endocrine disrupting chemicals, endocrine disrupting compounds) abbreviati spesso in EDC, sono purtroppo presenti in molte sostanze plastiche (che ad esempio si scaldano nel microonde assieme al gustoso cibo), o sono mischiati in creme e profumi.

Ricorda Wikipedia sugli interferenti endocrini (altro nome degli EDC) che "alcune di queste sostanze possono trovarsi come pollutanti ambientali, ad esempio molti alogenuri organici come i PCB e simili molecole appartenenti alla classe ambientale degli inquinanti organici persistenti, come costituenti naturali di alcuni cibi, ad esempio i fitoestrogeni contenuti nella soia, oppure essere presenti come contaminanti, ad esempio il bisfenolo A derivato dalle plastiche o diversi tipi di fitofarmaci. Una classe importante di interferenti appartiene a composti clorurati di varie classi, spesso veicolati in atmosfera su lunghe distanze, ed un'altra si riferisce a composti fenolici".

Toxxscan non sarà disponibile solo per l'utente finale, ma anche per i produttori di alimenti e di prodotti in genere che potranno caricare nel sistema i loro prodotti "toxin-free" avendo come risultato un valore aggiunto per i clienti. Il progetto è ospitato dall'incubatore dell'Uppsala Innovation Centre (UIC) in Svezia.

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