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Tirreno Power, perizia procura: in 10 anni centrale a carbone fa 400 morti

Gli esperti ai quali il procuratore capo di Savona, Francantonio Granero, aveva affidato la perizia epidemiologica ambientale sulla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure sono giunti alla conclusione che "in dieci anni l'inquinamento della centrale a carbone ha provocato 440 decessi e 1700 ricoveri per un costo sociale per lo Stato che oscilla tra i 770 e gli 860 milioni". TIrreno Power contesta la perizia.

Gli esperti ai quali il procuratore capo di Savona, Francantonio Granero, aveva affidato la perizia epidemiologica ambientale sulla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure sono giunti alla conclusione che "in dieci anni l' inquinamento della centrale a carbone ha provocato 440 decessi e 1700 ricoveri per un costo sociale per lo Stato che oscilla tra i 770 e gli 860 milioni". I vertici e i legali di Tirreno Power (tra i suoi soci anche Sorgenia) contestano però la perizia perché, spiegano, "un paziente che va tre volte in ospedale viene annotato ogni volta come nuovo caso". In una nota, Tirreno Power vuole infatti precisare che "le consulenze a cui si fa riferimento sono consulenze di parte che non sono mai state sottoposte a un contraddittorio. - aggiungendo - Non solo, non si comprende in queste consulenze quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti. Tale mancanza di chiarezza è accompagnata dall'assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità". In conclusione, la Tirreno Power invita quindi gli organi di stampa "a una maggiore prudenza considerando la forte rilevanza anche emotiva che i temi trattati rivestono e che dovrebbero essere tuttavia sempre suffragati da fatti comprovati anziché da ipotesi di parte le cui fondamenta sono tutte da verificare". "L'inchiesta sulla centrale è complessa e richiederà ancora mesi di lavoro ('Non sarà chiusa certamente prima della fine dell'anno' ha spiegato il Procuratore)" scrive Olivia Stevanin dei Comitati No al Carbone, aggiungendo che in merito "all'area di ricaduta della centrale (ovvero quella in cui gli effetti delle emissioni produrrebbero danni per la salute) dal sesto piano di palazzo di Giustizia arriva solo la conferma che non si limita al solo territorio del comune di Vado, ma si estende anche in alcuni di quelli limitrofi. Proprio in riferimento a quell'area i consulenti avrebbero isolato gli effetti delle emissioni sulla popolazione isolandoli dagli altri fattori potenzialmente inquinanti".

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