le notizie che fanno testo, dal 2010

Taranto: "eccesso tra 10% e 15% nella mortalità e per tutti i tumori"

Circa un mese fa Corrado Clini le "analisi epidemiologiche dimostrano che questo eccesso di mortalità di cui si parla a Taranto non ha riscontro". Il 18 settembre presso il Ministero dell'Ambiente verrà presentato il "progetto che ha studiato il profilo di mortalità delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche", di Sentieri dell'ISS, che già in un passato supplemento aveva evidenziato per Taranto "un eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi".

Il 17 agosto, esattamente un mese fa, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini "si scaglia" contro un reporter che "solleva dubbi sulla linea del governo a tutela dell'Ilva" , come riporta il Corriere della Sera nella didascalia a descrizione del video, spiegando: "Una analisi epidemiologica vuol dire che si prende una popolazione, la si segue nel corso degli anni, si vede nel corso degli anni le malattie e le morti, si cerca di capire quali sono le cause che provocano questo trend. Questa analisi è fatta in Italia dall'Istituito Superiore di Sanità che l'ha anche pubblicata e i dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità e i dati pubblicati dall'Osservatorio regionale dei tumori della Puglia dimostrano che questo eccesso di mortalità di cui si parla a Taranto non ha riscontro. C'è un eccesso di mortalità a Lecce superiore a quello che c'è a Taranto. Questi sono i numeri. E questi numeri vanno letti e vanno studiati, solo che questi numeri non fanno comodo a quelli che fanno la propaganda, e strumentalizzano le morti per avere ragione politicamente. Queste persone non hanno diritto di parlare, perché non hanno la dignità".
Domani 18 settembre verrà quindi presentato a Roma, presso il Ministero della Salute, il "progetto che ha studiato il profilo di mortalità delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche", dello studio "Sentieri" dell'Istituto Superiore di Sanità. Progetto a cui sono stati dedicati supplementi di Epidemiologia & Prevenzione, tra cui "Risultati" (2011) , nel cui abstract si precisa che lo studio ha reso "possibile in alcuni casi, attribuire un ruolo eziologico all'esposizione ambientale associata alle emissioni di impianti specifici (raffinerie, poli petrolchimici e industrie metallurgiche)" spiegando che "tale attribuzione viene rafforzata dalla presenza di eccessi di rischio in entrambi i generi e in diverse classi di età, fattori che consentono di escludere ragionevolmente un ruolo centrale delle esposizioni professionali. Per esempio, per gli incrementi di mortalità per tumore polmonare e malattie respiratorie non tumorali, a Gela e Porto Torres è stato suggerito un ruolo delle emissioni di raffinerie e poli petrolchimici, a Taranto e nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese un ruolo delle emissioni degli stabilimenti metallurgici. Negli eccessi di mortalità per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali è stato valutato possibile un ruolo eziologico dell'inquinamento ambientale a Massa Carrara, Falconara Marittima, Milazzo e Porto Torres. Per le insufficienze renali, un ruolo causale di metalli pesanti, IPA e composti alogenati è stato ipotizzato a Massa Carrara, Piombino, Orbetello, nel basso bacino del fiume Chienti e nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Incrementi per malattie neurologiche, per le quali è sospettato un ruolo eziologico di piombo, mercurio e solventi organoalogenati, sono stati osservati rispettivamente a Trento Nord, Grado e Marano e nel 'Basso bacino del fiume Chienti'. L'incremento dei linfomi non-Hodgkin a Brescia è stato messo in relazione con la contaminazione diffusa da PCB".
Il SIN (siti di interesse nazionale per le bonifiche) di Taranto è costituito da due Comuni (Taranto - Statte), si legge nello stesso supplemento di Sentieri, dove si precisa "la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un'area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza". Lo studio rivela quindi, a pagina 134, il seguente profilo di mortalità nel SIN di Taranto:
a) eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi;
b) eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi;
c) eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane, sebbene ridotto, dopo correzione per ID;
d) eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute, anche quando si tiene conto dell'ID, associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell'apparato respiratorio;
e) eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell'apparato digerente, anche quando si tiene conto dell'ID;
f) incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini, quest'ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne, dopo correzione per ID".
Inoltre, i risultati di Sentieri evidenziano "un eccesso per la mortalità per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza Limitata di associazione con la residenza in prossimità di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalità legata alle malformazioni congenite, che non consente però di escludere l'assenza di rischio (IC 90%include il valore 100)".
Il rapporto evidenzia poi come "uno studio caso-controllo sui casi incidenti a Taranto di tumore maligno del polmone, della pleura, della vescica e del sistema linfoemopoietico (periodo 2000-2002), in relazione alla distanza della residenza principale da diverse fonti emissive, sembra avvalorare l'ipotesi di un ruolo eziologico delle esposizioni ambientali a cancerogeni inalabili sulle neoplasie dell'apparato respiratorio. Lo studio evidenzia inoltre un trend del rischio di tumore polmonare e della pleura in funzione della distanza della residenza dalla maggior parte dei siti di emissione considerati (compresi l'acciaieria e i cantieri navali)" ricordando come "a partire dal 1990 i territori comunali di Taranto, Crispiano, Massafra, Statte e Montemesola sono stati definiti 'area ad elevato rischio ambientale' e successivamente inclusi tra i 14 siti a interesse nazionale che richiedevano interventi di bonifica (DPR 196-1998)".
Le cosiderazioni conclusive di Sentieri evidenziano quindi che "i risultati delle analisi sul periodo 1995-2002 mostrano un quadro della mortalità per la popolazione residente nel sito di Taranto che testimonia la presenza di un ambiente di vita insalubre" e che "questo quadro è in linea con quanto emerso nei precedenti studi descrittivi sulla mortalità condotti nell'area, ma anche con dati di incidenza e morbosità", precisando che "gli incrementi di rischio osservati sono riferibili a esposizioni professionali a sostanze chimiche utilizzate e/o emesse nei processi produttivi presenti nell'area. Il fatto che gli stessi inquinanti siano riscontrati anche nell'ambiente di vita, a concentrazioni spesso rilevanti, depone anche a favore di una componente ambientale non trascurabile".
In altre parole, questo rapporto avrebbe forse già dovuto dissuadere tutte quelle persone che "non hanno diritto di parlare, perché non hanno la dignità" e che "strumentalizzano le morti per avere ragione politicamente".
Il 14 settembre su Twitter Corrado Clini cinguetta che "il ministero dell'Ambiente si costituirà parte civile nel processo mirato a individuare responsibilità per l'inquinamento di Taranto".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: