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Naufragio Costa Concordia: ci vorranno mesi per rimuovere il relitto

Corrado Clini ammette che un "danno ambietale" la Costa Concordia lo ha già causato, soprattutto perché quel tratto di mare è "protetto da accordi internazionali", come fa notare Legambiente. Inoltre, prima di poter rimuovere il relitto, ci vorranno "alcuni mesi". E il rischio mareggiate è alle porte.

Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, ammette che il "danno ambientale" nei fondali davanti all'Isola del Giglio c'è già stato, precisando che finora "è un danno molto, molto contenuto ma il bilancio dovremo farlo al termine delle operazioni". Un danno che poteva essere evitato visto che quel tratto di mare è "protetto", come fa notare Legambiente. "Protetto da accordi internazionali, come quelli che hanno dato vita a Pelagos, il Santuario dei cetacei, protetto da decreti del Presidente della Repubblica, come quello che ha voluto il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e protetto anche da decreti del suo ministero come quello che ha istituito l'area marina protetta delle Secche delle Meloria" ricorda Legambiente in una lettera aperta proprio a Corrado Clini, sottolineando come sia "probabile addirittura che lo scoglio incastrato nella chiglia della Costa Concordia sia un pezzo della zona A del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, la zona più delicata e, di conseguenza, quella a protezione integrale". Il "danno ambientale" paventato da Clini, quindi, è già enorme, ma potrebbe diventare gigantesco se qualcosa andasse storto nelle operazioni di recupero del carburante della Concordia, circa 2.400 tonnellate stivate in venti cisterne, e "ogni cisterna avrà una propria problematica per poter essere raggiunta" come precisa Max Iguera, responsabile delle operazioni all'Isola del Giglio della Smit Salvage, la ditta specializzata olandese incaricata dalla Costa Crociere di rimuovere il carburante. Stando alle prime stime, ci vorranno almeno dalle 2 alle 5 settimane di lavoro, soprattutto perché alcune cisterne sono adagiate sul lato affondato della Concordia. A rendere il tutto più pericoloso potrebbero essere improvvise mareggiate, visto che "qualora la nave dovesse assumere posizioni diverse o scivolare verso il fondo, le cose potrebbero essere più difficili e più molto più complicato sarebbe se ci dovessimo trovare a fronteggiare una rottura di componenti della nave" come fa notare lo stesso Clini. Comunque sia, condizioni metereologiche a parte, prima di riuscire a rimuovere il relitto della Costa Concordia da un tratto di mare in cui non sarebbe mai dovuta passare bisognerà attendere almeno "alcuni mesi", come avvisa Iguera della Smit Salvage.

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