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Naufragio Costa Concordia: 2mila tonnellate gasolio, tecnici da Olanda

Nessun tecnico italiano (e dire che in questo periodo nel Bel Paese ne abbondano) ma direttamente venuti dall'Olanda, in grado di aspirare le oltre 2mila tonnellate di carburante della Costa Concordia.

Nessun tecnico italiano era in grado di mettere in sicurezza, ed aspirare, le circa 2.380 tonnellate di gasolio all'interno della Costa Concordia, che dopo aver urtato uno scoglio ha cominciato ad imbarcare acqua, fino ad inabissarsi per metà. E così, sono stati chiamati, immediatamente giunti in Toscana, dei tecnici specializzati dall'Olanda, che forse non hanno la capacità di mettere in salvo l'Italia dalla cirsi come dicono di saper fare quelli guidati da Mario Monti ma sicuramente sono in grado di aspirare le oltre 2mila tonnellate di carburante stivato sulla Costa Concordia. Il ministero delle Infrastrutture assicura che la nave è stata "messa in sicurezza per evitare fuoruscite di sostanze inquinanti", ma in tanti hanno avuto paura che oltre alla tragedia, che ha causato almeno 3 vittime e una quarantina di feriti, di cui alcuni molto gravi, subentrasse il pericolo di un disastro ambientale. Il geologo Mario Tozzi, presidente del Parco nazionale Arcipelago Toscano, spiegava nelle ore successive al disatro, che "anche se i serbatoi di navi di questa stazza sono ben protetti, è importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si provvederà a metterlo in sicurezza", sottolineando però come un danno ambietale è stato comune fatto: "La nave, nell'impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato con sé, ha rovinato parte del fondale per un bel po'". Mario Tozzi, spiega, continua a battersi affinché le grandi navi, come quelle da crociera, e soprattutto le petroliere, non transitino più davanti all'Isola del Giglio e all'Arcipelago Toscano.

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