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Lettera aperta a Mattarella: fermi inceneritori. Salute dell'Italia a rischio

Nel discorso di fine anno Sergio Mattarella ha affrontato, seppur molto brevemente, "il problema dell'ambiente". In una lettera aperta un gruppo di cittadini, composti da medici, ingegneri, ricercatori, scienziati chiedono quindi al Capo dello Stato come può allora il governo prevedere di costruire nuovi inceneritori, visto che non ci si può illudere di vivere ancora nel "Bel Paese".

"Le sembra sensato che venga chiesto solo a noi cittadini di avere comportamenti virtuosi (raccolta differenziata/trasporto pubblico/meno riscaldamento nelle case) e nel contempo si attuino politiche energetiche ed industriali che sono contrarie al più elementare buon senso?" domandano un gruppo di cittadini, composti da medici, ingegneri, ricercatori, scienziati al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una lettera aperta pubblicata sul sito dell'Associazione dei Comuni Virtuosi. Nel corso del suo discorso di fine anno, Mattarella ha infatti affrontato (molto brevemente) "il problema dell'ambiente" invitando tutti ad "avere maggior cura dei nostri territori" perché "in presenza di una sfida così grande, che coinvolge la salute, è necessario che prevalga lo spirito di collaborazione". In questa lettera aperta però medici e scienziati chiedono a Mattarella come può allora il governo prevedere di costruire nuovi inceneritori "che avranno bisogno di enormi quantità di rifiuti da bruciare per almeno 20 anni per ammortizzare i costi" alla luce "di numerose evidenze scientifiche che dimostrano la nocività" di questi impianti "compresi quelli di nuova generazione". Ci si domanda poi come si possa aver "maggior cura dei nostri territori" se nel decreto "Sblocca Italia" si calcola il "fabbisogno di incenerimento" invece del più sostenibile "fabbisogno di impianti per il recupero di materia", permettendo "già a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti di viaggiare su e giù per l'Italia con l'ovvio aggravio anche dell'inquinamento da traffico" poiché va ad eludere i vincoli territoriali.

Si domanda poi non banalmente: "Come si possono prevedere incentivi agli inceneritori, pari ogni anno ad oltre 500 milioni di euro, per finanziare la produzione di energia da rifiuti e contemporaneamente chiedere ai cittadini di ridurre i rifiuti non riciclabili?". E' stato infatti lo stesso Mattarella a dire: "Non dobbiamo rassegnarci alla società dello spreco e del consumo distruttivo di cibo, di acqua, di energia". Eppure, viene sottolineato, "gli incentivi previsti per gli inceneritori sono superiori al totale dei contributi ricevuti dai Comuni dal CONAI per la raccolta differenziata degli imballaggi". I Comuni Virtuosi osservano infatti: "Non sarebbe più utile, sia dal punto di vista economico che ambientale, prevedere che quella cifra - proveniente dai contributi dei cittadini - fosse utilizzata per promuovere raccolte differenziate di qualità e impianti di recupero e riciclo? - e denunciano - Chi così legifera non è in linea con quanto chiaramente indicato dalle direttive EU in tema di gestione di rifiuti che pongono il recupero di materia prioritario rispetto al recupero di energia. Chi così legifera sembra non considerare che ogni processo di combustione genera inquinamento atmosferico, rifiuti liquidi e ceneri tossiche (che vengono addirittura destinate alla produzione di cemento)".

I medici (ma non solo) fanno inoltre notare a Mattarella: "Stiamo assistendo a devastazioni di fiumi per tagli sconsiderati degli alberi destinati a queste centrali e spuntano come funghi centrali a biogas in cui la materia organica invece di essere restituita ai suoli come compost viene 'digerita' in assenza di ossigeno con rischi per ambiente e salute. Si 'dimentica' che così facendo si perde il benefico effetto che l'aumento di sostanza organica nei suoli avrebbe nel contrastare non solo la desertificazione (che ormai riguarda il 30% dei nostri suoli) ma anche i cambiamenti climatici, grazie alla 'cattura' della CO2, favorita anche dalla agricoltura biologica". Nella lettera aperta al Capo dello Stato si sottolinea inoltre la "follia di trivellare il nostro Paese per la ricerca di idrocarburi per mare e per terra i cui effetti devastanti - chiariscono - sono ormai scientificamente ed in modo incontestabile dimostrati". "Non è questa l'energia di cui abbiamo bisogno" affermano i firmatari i quali testimoniano l'urgenza di porre la tutela dei diritti, dell'ambiente e della salute tra le priorità dell'agenda politica. Nella lettera aperta si legge infatti l'angoscia di non vedere "un futuro per i nostri giovani" con la "consapevolezza che stiamo compromettendo un bene ancora più prezioso" del lavoro, e cioè "la loro salute".

I dati elencati da Patrizia Gentilini, medico oncoematologo di Forlì, e da Agostino Di Ciaula, medico internista di Bari (entrambi del Comitato Scientifico ISDE) sono infatti sconcertanti. Mentre ogni anno l'età per accedere ad una pensione si alza, è l'Eurostat ha rivelare che "la speranza di 'vita in salute' alla nascita (disabilità medio-grave) dal 2004 al 2013 è diminuita di 7 anni nei maschi e di oltre 10 nelle femmine". L'ultimo rapporto dei registri tumori (AIRTUM) svela che la probabilità di avere una diagnosi di qualunque tumore "riguarda un uomo ogni due e una donna ogni tre nel corso della loro vita". Gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (ACCIS, Automated Childhood Cancer Information System - IARC) rivelano inoltre che l'Italia ha la più alta incidenza di tumori infantili9 rispetto alle medie europee sia nella fascia di età 0-14 che in quella 0-19. Alla vigilia di Capodanno è stato invece l'Istituto Superiore di Sanità ha determinare che il quadro epidemiologico della popolazione nella Terra dei Fuochi (Provincia di Napoli e Caserta) "è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità, dell'incidenza tumorale e dell'ospedalizzazione per diverse patologie, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l'esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani" precisando che "si osservano in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni". E' sempre l'ISS a certificare la situazione di Taranto1 (leggi ILVA) "dove si è registrato un eccesso di incidenza di tumori in età pediatrica del 54% rispetto all'atteso regionale".

"Le evidenze scientifiche dimostrano ampiamente che le sostanze tossiche presenti nell'aria, nei cibi, nelle acque generano un aumento del rischio non solo di cancro o di patologie cardiovascolari, ma anche di tante altre malattie in adulti e bambini: sindrome metabolica, diabete, obesità, patologie neurodegenerative, disturbi dello spettro autistico, infertilità, abortività spontanea, (anche per valori di inquinanti abbondantemente al di sotto dei limiti di legge), diminuzione del Quoziente Intellettivo, per non citarne che alcune" si legge infatti nella lettera aperta, precisando che "in Europa si calcola che ogni anno si perdano 13 milioni di punti di QI1 e si contino ben 59.300 casi aggiuntivi di ritardo mentale a causa dell'esposizione durante la gravidanza a pesticidi organo-fosforici". A tal proposito, i firmatari ricordano infine a Sergio Mattarella che l'Italia è persino "il paese europeo che consuma più pesticidi per ettaro di suolo agricolo1 e la contaminazione nelle falde acquifere superficiali e profonde aumenta a dismisura". Senca contare che l'ultimo rapporto dell'UE ci pone al primo posto per morti premature1 in Europa a causa dei livelli di PM2.5, ossidi di azoto, ozono. I promotori di questa iniziativa chiedono quindi di essere ricevuti dal Capo dello Stato per approfondire le questioni sollevate. Sempre che Mattarella non pensi al problema ambientale solo alla fine dell'anno.

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