le notizie che fanno testo, dal 2010

ILVA, soluzione CODACONS: sequestro e prosecuzione della produzione

Risarcimenti "per i gravissimi danni ambientali prodotti dagli stabilimenti Ilva" in base alle stime del CODACONS sono almeno di 500 milioni di euro. Intanto l'Associazione dei consumatori propone una soluzione che potrebbe salvare, per ora, "capra e cavoli", e cioè l'applicazione dell'articolo 104 bis del c.p.p.

I tecnici inviati dal gip sono arrivati all'ILVA di Taranto per incominciare, sostanzialmente, la procedura che metterà i sigilli all'impianto, ovvero "spegnerà" lo stabilimento. In realtà, come sottolineano tutti, i "sigilli" per ora saranno "virtuali" e non fermeranno la produzione. In un certo senso le parole di Papa Benedetto XVI la scorsa domenica che sottolineava il fatto che fosse necessaria "una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro" sono la "linea" che pare adottata da tutte le parti in causa, almeno apparentemente. Il CODACONS offre però una soluzione legale quasi "prêt-à-porter", che potrebbe salvare, per un periodo, anche politicamente, "capra e cavoli", cioè l'applicazione dell'articolo 104 bis del c.p.p. "che consente sequestro e prosecuzione della produzione". Spiega l'associazione in una nota: "l'applicazione dell'art. 104 bis disp. art. c.p.p., garantirebbe al tempo stesso il sequestro degli impianti e la prosecuzione dei lavori, soddisfacendo così le esigenze delle varie parti in causa. L'art. in questione prevede infatti che 'nel caso in cui il sequestro preventivo abbia per oggetto aziende, società ovvero beni di cui sia necessario assicurare l'amministrazione (...) l'autorità giudiziaria nomina un amministratore giudiziario (...)'". Ma l'azione del CODACONS, che è anche un'associazione ambientalista non si ferma a questa proposta. L'Associazione ha infatti presentato "un esposto in cui si chiede di estendere le indagini anche nei confronti dei Ministeri dell'ambiente e della salute, nelle persone dei Ministri che si sono succeduti negli anni, e degli enti locali territorialmente competenti" ed inoltre si batterà, come si continua a leggere nella nota, per i risarcimenti: "l'azione legale del Codacons finalizzata a far ottenere a cittadini, lavoratori e aziende del tarantino il risarcimento per i gravissimi danni ambientali prodotti dagli stabilimenti Ilva e quantificabili, in base alle stime dell'associazione, in almeno 500 milioni di euro".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: