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ILVA, Riesame: disastro ambientale determinato da "deliberata scelta"

Il Tribunale del Riesame confermerebbe che la facoltà d'uso degli impianti riguarderebbe "la bonifica e non la produzione". Sulle carte del provvedimento depositato stamane si leggerebbe di un "disastro ambientale" determinato "con coscienza e volontà".

Il Tribunale del Riesame ha depositato oggi le motivazioni che hanno confermato il sequestro degli impianti a caldo dell'ILVA di Taranto. La facoltà d'uso degli impianti riguarderebbe "la bonifica e non la produzione" e conseguentemente la decisione del gip Patrizia Todisco dello scorso 17 agosto, non parrebbe in contrasto con il provvedimento del Tribunale del Riesame. Se così fosse confermato sarebbe in difficoltà la linea sostenuta dall'ILVA e dallo stesso Governo che aveva "minacciato" anche il ricorso alla Corte Costituzionale. Incominciano in queste ore a trapelare i contenuti del provvedimento del Riesame che osserverebbe quanto: "l'inquinamento ambientale dell'Ilva non presenta carattere di occasionalità ma appare riconducibile a carenze organizzative e strutturali dell'impresa". I giudici del Tribunale del Riesame scriverebbero inoltre di "un disastro ambientale pericoloso per la pubblica incolumità determinato nel corso degli anni, sino ad oggi, attraverso una costante e reiterata attività inquinante posta in essere con coscienza e volontà per la deliberata scelta della proprietà e dei gruppi dirigenti che si sono avvicendati alla guida dell'Ilva".

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