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ILVA: Clini e Passera a Taranto per "non tutelare diritti cittadini"

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera oggi a Taranto "non per tutelare i diritti dei cittadini e dei lavoratori ma per salvaguardare gli interessi dell'Ilva" come denunciano i "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti" che hanno organizzato un presidio nei pressi della prefettura, fischiando Nichi Vendola e plaudendo il lavoro del Gip Patrizia Todisco.

In programma oggi a Taranto, presso gli uffici della prefettura, l'incontro tra il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e quello dello Sviluppo economico Corrado Passera con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, gli enti locali, l'autorità portuale, i sindacati, Confindustria, parlamentari di Pdl, Pd, Udc e Fli, il vescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro e naturalmente il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante. L'obiettivo del governo "è quello di evitare la chiusura senza ritorno dell'Ilva di Taranto", come afferma lo stesso Passera in una intervista ad "Oggi", anche perché il ministro dell'Ambiente si dice convinto che "a Taranto si possono coniugare il lavoro, le esigenze della produzione e la difesa della salute". Non dello stesso avviso centinaia di manifestanti che plaudono il lavoro svolto dal gip Patrizia Todisco, che ha sequestrato sei reparti a caldo dell'Ilva, mentre fischiano governo e Regione, tra cui il suo presidente Nichi Vendola che su Facebook questa mattina scrive: "La domanda che faccio ai tanti che in questi giorni sentenziano sull'Ilva è soltanto una: ma davvero pensate che si possa chiudere il più grande polo della chimica? E' progressista che l'Italia dismetta alcune sue antiche e robuste tradizioni produttive? E' legittimo pensarlo ma io non sono d'accordo. E' sbagliato ricondurre la questione in termini di una conflittualità irriducibile tanto più oggi che ci sono tecnologie che consentono abbattimenti importanti. Stiamo parlando di un problema generale, non è che le diossine e le polveri sottili sono specialità pugliesi". In piazza Maria Immacolata, però, è stato osservato un minuto di silenzio per le vittime dell'Ilva e i morti provocati dall'inquinamento, e a mano a mano i manifestanti diventano sempre più numerosi, nonostante il questore di Taranto, Enzo Mangini, oltre a vietare qualsiasi corteo ha vietato anche l'uso dell'Apecar divenuto simbolo della protesta e del gruppo "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti", che invita i cittadini ad essere "numerosi, pacifici ma rumorosi" all'arrivo dei ministri che "saranno a Taranto non per tutelare i diritti dei cittadini e dei lavoratori ma per salvaguardare gli interessi dell'Ilva, continuando a fare pressioni antidemocratiche nei confronti della Magistratura per preservare il PIL italiano", come si legge in un appello pubblicato su Facebook. Nel comunicato, i "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti" ricordano che "il pool di esperti scelti dal Gip ha evidenziato che l'incidenza tumorale ed epidemiologica a Taranto è la più alta d'Italia, a farne maggiormente le spese sono i lavoratori della fabbrica e gli abitanti che vivono più vicini alla stessa", avvertendo che questa volta non sarà consentito "più a nessuno di poter giocare con la vita di una città intera, tantomeno ai politicanti ed ai sindacati che in questi anni hanno fatto solo i propri interessi" perché "chi ha usurpato e derubato deve far fronte alla spesa necessaria a risarcire il territorio, i suoi abitanti ed i lavoratori coinvolti".

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