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Area C Milano sospesa: telecamere spente e ingresso libero

Il Consiglio di Stato sospende l'Area C di Milano, invitando il Tar della Lombardia a discutere un ricorso presentato da una società di parcheggio privato del centro, che dovrà decidere se bocciarla definitivamente o ripristinarla.

L' Area C di Milano introdotta dalla giunta Pisapia il 16 gennaio scorso è stata sospesa, e la situazione rimarrà tale finché non si pronuncerà il Tar della Lombardia in merito ad un ricorso presentato da un parcheggio del centro, la Mediolanum Parking in Largo Corsia dei Servi. La società, inizialmente, aveva presentato ricorso contro l'Area C, che limita l'ingresso, comunque a pagamento, delle vetture nel centro storico di Milano davanti al Tar della Lombardia, che però aveva respinto la sospensiva il 6 giugno. La Quinta Sezione del Consiglio di Stato, invece, "accoglie l'istanza cautelare in primo grado e ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell'udienza". Il Consiglio di Stato, quindi, sembra aver ravvisato "un pericolo per l'interesse economico di Mediolanum Parking", come spiega il Comune di Milano, informando i cittadini che dal 25 luglio l'Area C non sarà attiva, le telecamere saranno spente e di conseguenza l'ingresso nel centro storico sarà libero, e gratuito. L'Area C a Milano rimarrà quindi sospesa fino a quando il Tar della Lombardia non emetterà sentenza. Per il momento, non ha ancora fissato alcuna udienza per discutere il procedimento. L'Assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran comunica che Milano rispetta "l'ordinanza del Consiglio di Stato" pur precisando che questa "contraddice numerose decisioni del Tar Lombardia che si era espresso in modo inequivocabile respingendo tutte le richieste di sospensiva presentate". Maran si dice quindi convinto che "l'Area C sarà confermata dall'udienza di merito". Sulla questione interviene da Facebook anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che commenta: "Su Area C prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato, peraltro del tutto provvisoria, ma sono convinto che le nostre ragioni prevarranno. Abbiamo rispettato la volontà dei milanesi che con il referendum ci hanno indicato la via perché Milano sia sempre più vivibile. Faremo di tutto per proseguire su questa strada". A pagamento, come potrebbe però ironizzare qualcuno.

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