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Influenza, raffreddore: l'untore è su autobus e metropolitana

L'inflenza e il raffreddore ci aspettano, molto più del controllore, appena le porte dell'autobus e della metropolitana si chiudono, soprattutto se non siamo degli abituè. Uno studio inglese ci rivela che i sospetti su quello "starnuto sospetto" erano fondati.

I rapporti tra le persone sono fatti non solo di parole ma anche di gesti, "vicinanze" e linguaggio non verbale. Stare vicino a qualcuno significa comunque effettuare, volente o nolente, uno scambio. Anche di virus e batteri.
In questa società sempre più malata (da tanti punti di vista) ecco che, anche salire su un autobus o su una metropolitana, può essere fonte di contagio.
Da una ricerca scientifica dell'Università di Nottingham ("Is public transport a risk factor for acute respiratory infection?" http://tinyurl.com/68c8dgh) si legge che chi usa un mezzo pubblico si ritroverebbe, statisticamente, a correre il rischio di essere contagiato da raffreddore e influenza ovvero "acute respiratory infection (ARI)", in maniera maggiore rispetto a chi non li usa.
Il rapporto sembra anche più sbilanciato (nel senso che si è più portati a prendersi un malanno) per gli utenti "occasionali" di autobus e metropolitane, mentre i pendolari pare abbiano "più anticorpi" rispetto a chi frequenta poco i mezzi.
La ricerca è stata effettuata tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 su un piccolo campione (138 persone), ed è stata pubblicata dal Journal BMC Infectious Diseases. Se una volta si rideva dei giapponesi che prendevano la metropolitana con guanti e mascherina da chirurgo, oggi vedere persone bardate da sala operatoria sui mezzi pubblici è cosa di tutti i giorni anche in Italia.
Se al contagio dell'influenza si unisce anche la violenza e l'ignoranza (che come il peggiore dei virus si scatena dentro i mezzi pubblici) l'esperienza del mezzo pubblico diventa qualcosa di davvero indimenticabile.

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