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Influenza: 60mila a letto, 272 virus beneficiano degli sbalzi termici

L'influenza mette a letto 60mila italiani, almeno questa è la stima. Ma non si tratta di vera e propria "influenza" ma di "forme parainfluenzali" come le chiamano i virologi, che contano centinaia di virus che si "approfittano" degli sbalzi termici e del "caldo-freddo-caldo" di questi giorni.

In una ciclicità che sfida l'inesorabile cilindro rotante del carillon, finita l'estate inizia il lavoro (o la scuola) e con esso, per una coincidenza fatale, arriva l'influenza. Questa patologia passeggera, una volta salutata come "rafforzatore" delle difese immunitare, quasi come fosse una sorta di "tempratura" stagionale, viene presa sempre più seriamente dalla società 2.0, probabilmente per la paura di "fermarsi". Sino ad oggi gli italiani a letto per la prima "mini-ondata" di influenza sono circa 60mila (ma la cifra è ovviamente una stima), probabilmente vittime del "caldo-freddo-caldo" che ha caratterizzato questo inizio di autunno. In realtà, affermano i virologi, questa non è vera e propria influenza ma "forme preinfluenzali" che anticipano l'influenza stagionale. Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano dice al TGCOM (http://is.gd/WN7Mzv) che "Ci sono 272 virus di questo tipo, che traggono beneficio dal freddo ma anche dagli sbalzi termici di queste ultime settimane". Di solito, per queste forme parainfluenzali che non portano troppo disagi, molti si attengono all'adagio popolare "che se la curi dura una settimana e se non la curi dura 7 giorni", ma ovviamente, come ricorda il dottor Pregliasco per chi "si è già ammalato non resta che mettersi a letto due o tre giorni, curarsi e abbassare la febbre se è troppo alta, salvo naturalmente le categorie a rischio, anziani e malati cronici, che rischiano complicazioni più serie e devono essere attentamente seguiti dal medico". Tanto gli "sbalzi di temperatura" generano queste forme parainfluenzali che a luglio dell'anno scorso 30mila persone erano state messe a letto da giorni di vento e pioggia (http://is.gd/1z8ngy). Lo stesso Pregliasco all'epoca tranquillizzava: "il disturbo si risolve in fretta, basta qualche giorno di riposo e automedicazione responsabile".

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