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Epidemia influenza USA da A H3N2? Vaccino "moderatamente" efficace

Giunge la notizia di una epidemia influenzale negli USA, che ha già mietuto 20 vittime tra i bambini. Ma i dati della CDC non destano preoccupazione, che ricorda che il vaccino antinfluenzale 2013 ha il 62 per cento di efficacia.

I giornali e i media mainstream titolano, generando forse anche un po' di allarmismo, che negli Stati Uniti sono morti per l'influenza stagionale 20 bambini. La "peggiore epidemia di influenza dal 2003-2004" fanno notare altri esperti d'oltrocenano, anche se non si chiarisce che secondo la CDC (Centers for Disease Control and Prevention) il peggio potrebbe essere già passato e che gli stessi funzionari non hanno emesso nessun allarme. Il problema principale risiede nel fatto che quest'anno la stagione influenzale è iniziata prima del previsto, e anche se i ricoveri sono in via di diminuizione, prima di affermare che il picco influenzale è passato bisognerà attendere le prossime settimane, quelle "standard" per questo tipo di malattia stagionale, appunto. "Solo il tempo ci dirà se sarà moderata o grave questa stagione influenzale", spiega oggi in videoconferenza con i giornalisti il direttore della CDC, Dr. Thomas Frieden, aggiungendo: "Solo la tendenza della prossima settimana, o due, ci dirà se abbiamo infatti attraversato il picco".

Nel suo ultimo report, con i dati che comprendono il periodo tra il 30 dicembre 2012 e 5 gennaio 2013, la CDC sottolinea infatti che a livello nazionale le persone che sono ricorse ad assistenza a causa dell'influenza, pur se ancora sopra la media, sono scese dal 6,0% al 4,3%. In particolare, sono 47 gli Stati segnalati per la diffusa attività di influenza (rispetto ai 41 della settimana precedente), mentre si registra la più alta percentuale di casi di influenza in 24 Stati USA più la città di New York, mentre la passata settimana erano 29 gli Stati maggiormente a rischio. Per quanto riguarda i bambini, 20 corrisponde alla cifra totale del monitoraggio dall'inizio della stagione influenzale, mentre la CDC precisa che sono state 2 le morti pediatriche durante la settimane tra il 30 dicembre e 5 gennaio, di cui uno a causa del virus dell'influenza A H3N2 mentre l'altro decesso è stato associato ad un virus dell'influenza A ma di sottotipo sconosciuto.

La stagione influenzale è infatti iniziata prima rispetto la media e si caratterizzerebbe per la diffusione del ceppo dominante H3N2, virus che si è visto l'ultima volta nel 2002-03, ricordano i media americani. Ma che è stato inserito nella composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2012-2013, anche italiano, che contine, come indicato dall'ISS: "una nuova variante antigenica (A/Victoria/361-2011) di sottotipo A(H3N2), che sostituirà il ceppo A/Perth/16-2009. Inoltre il ceppo B/Brisbane/60-2008 sarà sostituito dal virus B/Wisconsin/1-2010. Confermata invece la presenza del ceppo 2010-11 A/California/7-2009 (H1N1) presente anche nel vaccino antinfluenzale 2011-2012".

Ma il dato dei decessi di bambini non crea finora allarme visto che nella stagione influenzale passata (chiusa nel maggio 2012) la CDC ha registrato la morte per influenza di 26 bambini, mentre addirittura nella stagione 2010-2011 sono stati registrati 122 decessi. A far rumore (non negli USA) inoltre il fatto che la CDC non monitora i decessi per influenza degli adulti così come per quelli dei bambini (intesi sotto i 18 anni), anche se stima che ogni anno muoiano in totale 36mila persone, soprattutto per complicazioni da influenza. Naturalmente, in questo periodo autorità pubbliche, come il sindaco di New York Bloomberg, e i medici invitano la popolazione americana a vaccinarsi per proteggersi dall'influenza 2013.

In realtà, nonostante si sia registrato questo picco di epidemia influenzale a cavallo del 2012 e 2013 in USA, ben 112 milioni di dosi di vaccino su 130 milioni sono state già utilizzate (sempre negli Stati Uniti). Ciò vuol dire che teoricamente la maggiornaza della popolazione statunitense dovrebbe essere al riparo da rischi, dell'influenza almeno. In realtà, è lo stesso direttore della CDC Thomas Frieden che ricorda come un recente studio da loro condotto ha stimanto che il vaccino antinfluenzale 2012-2013 è efficace al 62 per cento. Ciò vuol dire, precisa la CDC, che il 62 per cento ha meno probabilità di contrarre l'influenza. Non sempre, infatti, il vaccino antinfluenzale previene la malattia. In alcuni casi ne riduce semplicemente i sintomi. La CDC ricorda infine che un vaccino efficace da 50 al 70 per cento è classificato come "moderatamente" efficace.

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