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Aviaria H7N9: sua mutazione genetica infetta più facilmente mammiferi?

Torna a far paura l'aviaria, anche se non si parla più del temibile virus H5N1 ma del nuovo H7N9, che in Cina avrebbe già causato 21 decessi, secondo l'OMS. Gli scienziati stanno studiando per capire l'effettivo percorso attraverso il quale si infetta l'uomo, ed uno studio ipotizza che tale virus di questa nuova aviaria potrebbe infettare più facilmente i mammiferi a causa delle sue particolari mutazioni generiche.

Torna a far parlare le cronache l'influenza aviaria. Non si parla però dell'aviaria H5N1, che avrebbe causato 622 infezioni e 371 decessi dal 2003, ma del virus H7N9, i cui fattori di rischio per la sua diffusione non sono ancora noti. I primi casi di infezione umana da aviaria H7N9 sono stati segnalati in Cina, il 31 marzo, con due casi a Shanghai ed uno nella vicina provincia di Anhui. A partire dal 22 aprile, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha contato 104 casi confermati, tra cui 21 decessi, con il virus che nel frattempo si è spostato nelle province di Jiangsu e Zhejiang. Il 23 aprile, l'agenzia di stampa statale cinese, Xinhua, ha riferito poi di un uomo di 36 anni, in gravi condizioni, contagiato dal virus H7N9 nella città di Zaozhuang, situata tra Shanghai e Pechino, e quindi primo caso della provincia di Shandong. Contagiato poi un uomo di 53 anni anche nell'isola di Taiwan, ricoverato in gravi condizioni. Il problema principale per gli scienziati è che non sembra sia stato ancora possibile identificare l'origine del virus H7N9, e quindi l'effettivo percorso attraverso il quale si infetta l'uomo. I principali sospettati, come sempre, sono i volatili che vengono venduti vivi in varie regioni del Paese, ma per il momento i migliaia di test effettuati sul pollame e negli altri animali non paiono aver riscontrato livelli significativi di virus. L'H7N9 non sembra infatti far ammalare i polli, mentre un piccolo studio pubblicato su The Lancet ipotizzerebbe il fatto che il nuovo virus dell'aviaria potrebbe trasmettersi non solo direttamente dall'uccello all'uomo, ma che avrebbe delle mutazioni genetiche atte ad infettare con più facilità i mammiferi, rispetto agli altri virus dell'influenza aviaria. Altro compito degli scienziati è quello di stimare il potenziale pandemico del virus. Nel frattempo, la Public Health Agency del Canada ha ricevuto un campione vivo del virus H7N9 dagli Stati Uniti, e si prepara a ricevere i primi campioni anche dalla Cina. Gli scienziati del National Microbiology Laboratory a Winnipeg, intanto, stanno conducendo studi sul virus, per comprendere se può essere ucciso da farmaci antivirali ma anche per testare nuovi vaccini e monitorare le possibili modifiche generiche.

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