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Aviaria H7N9: ancora infezioni in Cina, ma sconosciuta l'origine

Continuano i casi di infezione da aviaria H7N9 in Cina, che ha raggiunto al 13 maggio 2013 già 132 infezioni e 33 decessi. Tra i sintomi della nuova aviaria nell'uomo febbre e dispnea che causano polmoniti gravi. Le fonti di infezione e la modalità di trasmissione dell'aviaria H7N9 sono ancora sconosciute, perché il virus non è stato mai rinvenuto negli animali, come i polli.

Dal 31 marzo 2013 al 13 maggio 2013 le autorità sanitarie della Cina hanno segnalato all'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) 132 casi confermati di infezione umana da virus influenzale A (H7N9), con 33 decessi. E' questo l'ultimo rapporto dell'OMS sulla nuova influenza aviaria da H7N9 che si sta espandendo in Cina, anche se ad oggi sono ancora in corso indagini sulle possibili fonti di infezione e sui serbatoi del virus. L'OMS sottolinea quindi che fino a quando la fonte di infezione da H7N9 non sarà stata identificata, si prevede che ci saranno ulteriori casi di infezione umana. L'Organizzazione Mondiale della Sanità precisa che finora non ci sono evidenze di trasmissione interumana, anche se uno studio pubblicato pochi giorni fa su The Lancet ipotizzerebbe il fatto che il virus H7N9 potrebbe trasmettersi non solo direttamente dai volatili all'uomo, ma che avrebbe delle mutazioni genetiche atte ad infettare con più facilità i mammiferi, rispetto agli altri virus dell'influenza aviaria.

Per il momento, la fonte di infezione e la modalità di trasmissione del virus H7N9 rimangono comunque ufficialmente sconosciute perché non è stata stabilita alcuna associazione con focolai in animali (come i polli) o una chiara esposizione ad animali, anche se alcuni dei casi confermati riferiscono di essere stati esposti ad animali. Confermato invece il fatto che analisi di sequenza genica sul nuovo virus riassortante A (H7N9) hanno dimostrato che i geni sono di origine aviaria. La principale caratteristica clinica nella maggior parte dei pazienti che hanno contratto il virus H7N9 è la presenza di malattie respiratorie, che evolvono in polmoniti gravi, mentre i sintomi includono febbre, tosse e dispnea che possono richiedere anche cure intensive e ventilazione meccanica.

In una circolare del Ministero della Salute, viene ricordato come "in passato, sono state segnalate infezioni umane da virus influenzali H7 (H7N2, H7N3 e H7N7), in
Olanda, Italia, Canada, Stati Uniti, Messico e Regno Unito" e che "la maggior parte di queste infezioni si sono verificate in associazione ad epidemie di pollame". Il Ministero della Salute sottolinea che in questa fase, il rischio di diffusione del virus H7N9 in Europa "è considerato basso" anche se "non può essere escluso l'ingresso nel territorio italiano di pazienti provenienti dalla Cina". Infine, si precisa che attualmente non è ancora disponibile il vaccino per la prevenzione dell'infezione da virus A (H7N9) ma che essendo ormai stato isolato e caratterizzato il virus dai primi casi, la selezione del ceppo virale per lo sviluppo del vaccino è già stata avviata.

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