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Lieve rialzo inflazione ma troppi aumenti tariffe: è speculazione

L'Istat conferma il tasso di inflazione in lievissimo rialzo a gennaio 2016 pari ad un più 0,3% ma a fronte di un incremento del tasso di inflazione negli ultimi 4 anni del +4,7%, nello stesso arco di tempo ci sono stati vertiginosi aumenti sulle tariffe. "Tutto ciò dimostra che ci troviamo di fronte ad intollerabili meccanismi speculativi a cui il governo deve mettere fine" denunciano Federconsumatori e Adusbef.

L'Istat conferma il tasso di inflazione in lievissimo rialzo a gennaio 2016 (rispetto ad un anno fa), pari ad un più 0,3%. L'inflazione acquisita per il 2016 è invece pari a meno 0,4%. "Si attestano, quindi, le discrepanze che abbiamo più volte denunciato relativamente alla crescita spropositata di alcune tariffe" osservano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, domandando: "Come è possibile che, a fronte di un incremento del tasso di inflazione negli ultimi 4 anni del +4,7%, nello stesso arco di tempo, si verifichino aumenti del servizio idrico del +22%? - aggiungendo - Va ancora peggio nel settore dei trasporti: solo nell'ultimo anno le tariffe autostradali sono aumentate dal 3,45% al 6,5%, mentre l'inflazione registra il +0,1% nel 2015".

"Tutto ciò dimostra che ci troviamo di fronte ad intollerabili meccanismi speculativi a cui il governo deve mettere fine con la massima urgenza, attraverso attenti monitoraggi e determinate azioni di contrasto" chiariscono Trefiletti e Lannutti, evidenziando: "L'effetto più grave di questi aumenti che non trovano alcuna giustificazione, è l'ulteriore frenata della domanda interna, che da anni conosce una contrazione senza pari: dal 2012 al 2014 la spesa delle famiglie è diminuita del -10,7%, con una contrazione complessiva della spesa delle famiglie pari a circa 78 miliardi di euro".

"E' evidente che politiche tariffarie simili non fanno che trascinare sempre più a fondo un'economia che ancora stenta a lasciarsi alle spalle la profonda crisi degli ultimi anni" avvertono le due associazioni per i consumatori che invitano governo e Parlamento a "contrastare tali pratiche e agire concretamente in direzione di una ripresa della domanda interna, attraverso il rilancio dell'occupazione reso possibile da un serio Piano Straordinario per il Lavoro che preveda investimenti destinati a: lo sviluppo tecnologico e la ricerca; la realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali; la modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti; l'avvio di un programma per lo sviluppo e la valorizzazione dell'offerta turistica nel nostro Paese".

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