le notizie che fanno testo, dal 2010

Infarto: camminare "di fretta", aiuta il cuore come un farmaco

Camminare come se si fosse "in ritardo per un appuntamento" aiuta il cuore come un farmaco. Questo è il risultato di uno studio italiano presentato al congresso dell'ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri).

Camminare è una medicina, esattamente quanto ridurre il sale che ogni giorno mettiamo nelle nostre pietanze e che è, in media, esattamente il doppio della media che raccomanda l'OMS ("Sale più pericoloso del fumo. Cucchiaino in meno per infarto e ictus" http://is.gd/XenyKG). Il convegno dell' ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) che si è svolto a Firenze dall'11 al 14 maggio è stata un'occasione molto feconda per la divulgazione scientifica non solo agli esperti, ma anche per l'attenzione alla divulgazione per le persone "normali" che tengono al proprio cuore. E' proprio al convegno dei cardiologi che sono stati discussi i dati definitivi di ricerca italiana dal nome evocativo ICAROS (Italian survey on CArdiac RehabilitatiOn and Secondary prevention after cardiac revascularization). In questa ricerca (presentata su Publimed nel 2008 http://is.gd/ktzaxU) si rivela che su oltre 1440 pazienti che hanno dimostrato che camminare velocemente, per una mezzoretta, 4-5 volte alla settimana abbatterebbe del 25 per cento il rischio di ricadute per chi ha sofferto già di un infarto. Forse la medicina del futuro sarà sempre più legata al rispetto di uno stile di vita "sano" e meno alla dipendenza dai farmaci. Ma i pazienti devono mettersi d'impegno visto che, come confermano altri studi, chi ha subito un infarto non muta sufficientemente il suo stile di vita, e finisce per tornare a soffrire perché "causa del suo male", perdurando nelle vecchie abitudini. Ma anche solo un po' di impegno fisico potrebbe servire per rimettersi in forma, e la notizia della "camminata" salva cuore, potrebbe anche essere l'ottima scusa per tornare all'aria aperta. La camminata "veloce" afferma Marino Scherillo, presidente ANMCO, nell'illustrare questo tipo di riabilitazione "post infarto" dello studio ICAROS ha "un'intensità assimilabile a quella di chi è in ritardo per un appuntamento, un passo accelerato fino alla percezione della fatica". Questo moderato esercizio fisico, chiaramente seguito da una struttura medica, ha un effetto benefico sulla circolazione, nella diminuzione della frequenza cardiaca e nel ridurre i grassi nel sangue oltre che essere "un ottimo antidepressivo", come rivela il presidente ANMCO.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: