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Rob Summers: paraplegico muove arti grazie a 16 elettrodi nella schiena

Rob Summers, una giovane promessa del baseball rimasto su una sedia a rotelle per circa 5 anni dopo essere stato investito da un'auto, ora riesce a stare in piedi per qualche minuto e a muovere i primissimi passi. Non è ancora né una cura né una terapia, ma una grande speranza.

Il "miracolo" di Rob Summers, una giovane promessa del baseball rimasto su una sedia a rotelle per circa 5 anni dopo essere stato investito da un'auto, non può ancora essere chiamato né cura né terapia, come precisano i suoi stessi medici, ma speranza sì. E questo basta. La rivista Lancet racconta infatti di come Rob Summers, paraplegico ormai da tanti anni, abbia ricominciato a stare in piedi per qualche minuto e anche a muovere i primi passi, anche se sorretto ancora dai suoi fisioterapisti. La tecnica utilizzata dall'equipe di Susan Harkema, coordinatrice dello studio dell'università di Louisville, Kentucky, dove è in cura Summers, è assolutamente sperimentale e non è possibile nemmeno sapere, allo stato attuale, se si potrà applicare a tutti i pazienti rimasti paralizzati. Per ben 3 anni Rob Summers ha subito una stimolazione elettrica classica, esterna, incentrata sulla parte bassa della colonna vertebrale, con l'intento di stimolare gli impulsi motori cerebrali. Una volta che i medici sono riusciti a stimolare i muscoli, e quindi ad attivare quei piccoli (ma in prospettiva giganteschi) movimenti muscolari, si è deciso di impiantare, chirurgicamente, sulla schiena di Summers un sistema di 16 elettrodi. Il sistema rimane sempre lo stesso, solo che la stimolazione elettrica della colonna vertebrale avviene dall'interno. Per Rob Summers, che è consapevole delle difficoltà e delle possibili limitazioni di tale tecnica, riuscire però solamente a stare in piedi per pochi istanti è già un passo da gigante.

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