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Pirateria stradale: nel 2015 più 22,7% morti abbandonati dopo incidenti

In attesa che il Parlamento approvi l'omicidio stradale, l'Asaps rivela che "la pirateria stradale non solo si conferma come fenomeno incontenibile nel nostro Paese, ma assume connotati sempre più violenti". Nel 2015 c'è stato il 22,7% di morti morti abbandonati su strada. E per le piraterie più gravi, quelle mortali, la percentuale degli ubriachi o drogati schizza al 25%.

"La pirateria stradale non solo si conferma come fenomeno incontenibile nel nostro Paese, ma assume connotati sempre più violenti" denuncia l'Asaps. A dicembre l'Istat aveva rivelato che le stime preliminari del 2015 evidenziano una riduzione del 2,9% nel numero di incidenti stradali con lesioni a persone e del 3,8% nel numero di feriti, sottolineando però che le vittime aumentavano dell'1%. L'Istituto di statistica avvertiva quindi che esiste il "rischio di registrare un allontanamento dall'obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime entro il 2020". Ed infatti Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI, ha sottolineato che ormai "la patente a punti ha perso il suo effetto deterrente", spiegando che sono aumentati soprattutti i morti per incidenti stradali nelle città, saliti al 44,5% nel 2015.

A confermare questi drammatici dati anche l'Osservatorio il Centauro dell'Asaps che denuncia come la "pirateria stradale raggiunge picchi record mai visti prima". Dei 1.087 episodi esaminati (+7,7% rispetto al 2014), l'Asaps ha contato "ben 146 morti abbandonati su strada da conducenti in fuga dopo l'incidente, con un imbarazzante e allarmante incremento del 22,7% rispetto alle 119 vittime del 2014. I feriti sono stati invece 1.254 con una lievitazione che si ferma al 2,4%". A far preoccupare inoltre il fatto che appena "il 56,2% degli autori viene poi smascherato, in leggero calo rispetto al 57,8% del 2014, mentre il 43,8% resta ignoto". E questo nonostante "l'85,5% degli atti di pirateria - 929 contro 158 - avviene di giorno".

In appena 140 incidenti stradali si è poi provveduto all'arresto, pari al 23% delle individuazioni, dato comunque in crescita forse per la mutata sensibilità sul tema e perché in discussione in Parlamento il reato di omicidio stradale. L'Asaps osserva inoltre che "su tutti questi eventi pesa ancora l'ombra dell'alcol e delle droghe: in 107 casi (17,5%) ne è stata accertata la presenza, ma è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato 'attendibile'. Bisogna infatti considerare che la positività dei test condotti è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 611 su 1.087. - precisando - Per le piraterie più gravi, quelle mortali, la percentuale degli ubriachi o drogati schizza al 25%".

L'Asaps insiste quindi sulla necessità di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale visto che ad oggi "le pene previste sono inconsistenti: da tre mesi a tre anni. Solo in caso incidente mortale con fuga si rischia oggi di rimanere per un certo periodo in cella. - ma - La condanna media per chi ha ucciso e si è dato alla fuga è quella assurdamente irridente di 2 anni e 4 mesi".
"Grande la delusione dello stop alla Camera del 21 gennaio scorso, quando con un emendamento ci si è preoccupati dell'arresto dei pirati come possibile stimolo alla omissione di soccorso" sottolinea quindi l'Asaps, evidenziando: "I dati del 2015 dimostrano che la situazione è già ampiamente fuori controllo e ha raggiunto numeri record e intollerabili, come in nessun Paese d'Europa".

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