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Incidente Svizzera: un dvd causa schianto? Salme bambini in Belgio

L'incidente in Svizzera che ha causato la morte di 22 bambini, 6 adulti e 24 feriti, di cui 3 in modo grave, potrebbe essere stato causato da un dvd. Venerdì lutto nazionale in Belgio, e il Papa si stringe nel dolore dei familiari dei bambini che hanno perso la vita.

Il terribile incidente avvenuto intorno alle 21:15 di martedì 13 marzo, all'interno di una galleria di Sierre, nel sud della Svizzera francese, che ha portato alla morte di 28 persone, tra cui 22 dodicenni facente parte di una scolaresca di un istituto cattolico in Belgio, di rientro nelle città di Lommel e Heverlee, nelle Fiandre, dopo una settimana bianca in Val d'Anniviers, potrebbe essere stato causato da un dvd. O meglio, dalla presunta distrazione dell'autista del pullman, anche lui rimasto vittima nello schianto, che "armeggiava" con un dvd poco prima che la fiancata destra impattasse con il muro del traforo, uccidendo 22 bambini, 6 adulti e ferendo altri 24 ragazzi, di cui 3 in modo grave.
Sembra che qualche bambino ricoverato abbia raccontato agli inquirenti che l'autusta "poco prima dell'incidente, ha voluto mettere un dvd", ma il comandante della polizia Cantone Vallese Christian Varone, in conferenza stampa, specifica che al momento "non c'è nessuna ipotesi privilegiata sulle cause dello schianto". Smentisce tale ricostruzione anche la compagnia di pullman interessata, la Toptours, e anche gli inquirenti sembrano intenzionati a scartarla, visto che al momento le immagini video del tunnel non farebbero pensare a nulla di simile. Rimangono quindi in piedi tutte le piste possibili, e cioè quelle dell'errore umano, del malore che potrebbe aver auto improvvisamente l'autista, o il problema tecnico. L'incidente in Svizzera, il peggiore degli ultimi 30 anni, è infatti avvenuto in condizioni che non avrebbero fatto prevedere l'enorme tragedia che si è invece poi consumata. "Il pullman era quasi nuovo e non viaggiava a forte velocità, i passeggeri avevano le cinture di sicurezza, l'autista si era messo alla guida da poco, la visibilità nel traforo era ottimale", racconta infatti il premier Belga Elio Di Rupo. Anche uno dei primi testimoni dell'incidente, che ha aiutato i bambini sopravvissuti ad uscire dalle lamiere del pullman, spiega che "la galleria era ben illuminata", ipotizzando che "forse l'incidente è stato causato da un malore dell'autista". Nonostante questo, la stampa Svizzera si comincia ad interrogare sulla sicurezza del tunnel, costruito nel 1999, e se è il caso di diminuire la velocità dei mezzi pesanti. E mentre gli inquirenti cercano di capire cosa possa essere successo martedì sera, attendendo anche l'esito dell'autopsia sul corpo dell'autista, è terminata la straziante procedura di riconoscimento delle vittime. I genitori dei 22 bambini morti nell'incidente in Svizzera sono stati infatti accompagnati uno per volta all'obitorio, dove erano state ricomposte le salme. Pare però che per 9 corpicini non è stato possibile il riconoscimento, che avverà a seguito dell'esame di DNA. I bambini ricoverati, come i genitori delle vittime, sono seguiti da una equipe di medici e psicologi, che li aiuteranno ad affrontare il lutto. I ragazzi ancora ricoverati (8 sono rietrati oggi in Belgio, e forse altri 13 li seguiranno domani) non sanno ancora che 22 dei loro compagni di scuola sono morti. In Belgio, venerdì, torneranno le salme anche delle 28 vittime, giorno in cui è stato proclamato lutto nazionale, e alle ore 11 sarà osservato un minuto di silenzio in tutto il Paese, mentre le chiese cattoliche suoneranno le campane a lutto. "Stiamo vivendo una tragedia nazionale...la nostra tristezza è immensa. L'intero paese piange i suoi bambini - ha spiegato il premier Elio Di Rupo in una dichiarazione davanti al Parlamento belga - Tutte le bandiere saranno listate a lutto. Tutto il Paese renderà omaggio alle vittime".
Papa Benedetto XVI invia tramite il Segretario di Stato Tarcisio Bertone un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo di Mechelen-Brussel, S.E. Mons. André Léonard, pregando per le vittime e stringendosi intorno alle famiglie colpite dall'incidente in Svizzera.

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