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Imboccò autostrada contromano, 4 morti: Cassazione annulla condanna a 21 anni

La Cassazione ha annullato con rinvio la maxi-condanna a 21 anni di reclusione inflitta ad un imprenditore albanese che imboccò nell'agosto 2011 la A26 contromano e la percorse per 30 chilometri per dimostrare la sua abilità al volante. Nell'impatto con il suo Suv morirono quattro ragazzi francesi. I giudici di Cassazione non vedono però "il dolo" in questa azione ma solo la colpa.

La Cassazione ha annullato con rinvio la maxi-condanna a 21 anni di reclusione inflitta ad un imprenditore albanese che imboccò nell'agosto 2011 la A26 contromano e la percorse per 30 chilometri per dimostrare la sua abilità al volante. Nell'impatto con il suo Suv morirono quattro ragazzi francesi. Il caso ritorna ora in appello per essere riesaminato. I supremi giudici non hanno quindi avallato la linea giurisprudenziale favorevole alla configurazione del reato di "omicidio stradale", tante volte evocato da governo e Parlamento ma mai tramutato in legge nonostate le migliaia di vittime di incidenti stradali, spesso causati dall'alta velocità e da persone in stato di ebrezza al volante. I giudici di primo e secondo grado avevano rinvenuto "il dolo" nell'esaminare il caso dell'imprenditore albanese che ha imboccato volontariamente l'autostrada contromano, per dimostrare a se stesso la sua abilità alla guida nello schivare i veicoli in marcia, evidenziando che con tale azione era inevitabile mettere a rischio l'incolumità delle persone che procedevano in senso contrario (al suo). I giudici della Cassazione hanno invece dato ragione al sostituto procuratore generale che aveva chiesto l'annullamento con rinvio della sentenza d'appello perché, ha affermato nella sua requisitoria, "il guidatore voleva procedere contromano per dare prova a se stesso della sua destrezza e non aveva considerato che gli altri guidatori, che procedevano 'correttamente' nella loro marcia avrebbero potuto perdere il controllo dei loro veicoli". A difendere l'imprenditore l'avvocato Franco Coppi che ha spiegato inoltre: "Occorre fare molta attenzione quando si fanno le ricostruzioni dei passaggi mentali di un soggetto ubriaco, perchè risulta difficile attribuire il dolo, e quindi la volontarietà, a chi si trova in simili condizioni".

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