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Strage bus Avellino, periti procura: guard rail pericolosi da 10 anni

Secondo i periti della Procura di Avellino, i guard rail dell'autostrada A16 nel tratto all'altezza di Monteforte Irpino dove, la sera del 28 luglio 2013 un bus turistico precipitò dal viadotto Acqualonga causando la morte di 40 persone fra cui l'autista, sarebbero stati in una "situazione di potenziale pericolo" già "da più di un decennio".

Secondo i periti nominati dalla Procura di Avellino, i guard rail dell'autostrada A16 nel tratto all’altezza di Monteforte Irpino dove, la sera del 28 luglio 2013 un bus turistico precipitò dal viadotto Acqualonga causando la morte di 40 persone fra cui l’autista, sarebbero stati in una "situazione di potenziale pericolo" già "da più di un decennio". L'incidente stradale sarebbe stato provocato da un guasto ai freni del bus ma nella perizia si sottolinea che l'autista cercò "in tutti i modi possibili di rallentare il veicolo per salvaguardare la sua vita e quella dei trasportati". I periti puntano quindi il dito, oltre che sull' "insufficiente" manutenzione del bus, anche sul "degrado dei tirafondi" della barriera di contenimento presente in austostrada, perché ciò costituirebbe la "causa essenziale della caduta dell’autobus dal viadotto". "Senza la corrosione dei tirafondi", concludono i periti della Procura, la barriera sarebbe stata infatti "in grado di contenere" il pullman, evitando la mortale caduta.

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