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Strage bus Avellino: 3 arresti. Pm: revisione solo sulla carta dopo incidente

Il gip ha accolto le richieste di custodia cautelare in carcere per tre degli indagati in un secondo filone dell'inchiesta sulla strage del bus precipitato il 28 luglio 2013 nel tratto all'altezza di Monteforte Irpino, accusati dalla Procura di Avellino di aver effettuato la revisione solo sulla carta, e dopo l'incidente stradale.

Tre degli indagati per la tragedia del bus precipitato il 28 luglio 2013 dal viadotto Acqualonga dell'A16 Napoli-Canosa, nel tratto all’altezza di Monteforte Irpino, nel quale morirono 40 persone, sono stati condotti in carcere con l'accusa di falso in atto pubblico e concorso in omicidio colposo plurimo. Si tratta di un secondo filone dell'inchiesta principale. Il gip di Avellino ha accolto le richieste di custodia cautelare, avanzate dalla Procura di Avellino, nei confronti del titolare della Mondotravel, proprietario del bus e fratello dell'autista morto nell'incidente stradale, del funzionario tecnico e dell'impiegata della Motorizzazione civile di Napoli. Secondo gli inquirenti, la revisione del bus sarebbe stata effettuata solo sulla carta, e nei giorni successivi all'incidente.

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