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Roghi di Caronia: c'è un indagato. Ma non è alieno

In merito ai roghi di Caronia, ma solo quelli dal 20 luglio all'8 ottobre 2014, la Procura di Patti ha emesso un avviso di garanzia nei confronti di Giuseppe Pezzino, 25 anni, figlio del presidente del comitato di cittadini, Nino Pezzino. Se alcuni "cacciatori di bufale" già parlano di "mistero risolto" altri rimangono convinti che i roghi di Caronia non possono essere imputabili ad un piromane. Tra le teorie della presunta autocomustione, l'elettromagnetismo, la dispersione di energia, ma anche quelle su esperimenti militari e UFO.

La Procura di Patti ha emesso un avviso di garanzia nei confronti di un giovane 25enne, accusato di incendio e danneggiamento seguito da incendio relativamente a diversi episodi avvenuti fra il 20 luglio e l’8 ottobre scorsi a Caronia, frazione di Canneto (Sicilia). Gli inquirenti, quindi, starebbero seguendo la pista di un "piromane" in merito ai roghi di Caronia, incendi provocati, soprattutto per gli abitanti del paese, da autocombustione. Finora, tante sono state le ipotesi riguardo l'origine di queste fiamme. Si è parlato di elettromagnetismo, di dispersione di energia, ma anche di esperimenti militari e UFO. Ad essere sotto indagine, però, non è un "alieno piromane" ma Giuseppe Pezzino, il figlio del presidente del comitato di cittadini che si occupa di scoprire le cause dei roghi di Caronia, Nino Pezzino. Finora, sotto inchiesta solo gli episodi di combustione avvenuti fra il 20 luglio e l’8 ottobre, anche se c'è già chi parla di "mistero risolto". I roghi di Caronia sono però iniziati nel 2004, e se il responsabile fosse davvero e solo Giuseppe Pezzino, cioè vorrebbe dire che avrebbe cominciato ad agire quando aveva 15 anni. Mentre alcuni "cacciatori di bufale" già cantano vittoria, a non credere nella tesi del piromane è il sindaco di Caronia, Calogero Beringheli. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, il primo cittadino spiega: "Sono convinto che Pezzino dimostrerà la sua estraneità ai fatti, comunque - ricorda - io stesso con i miei occhi, e insieme a rappresentanti di forze dell’ordine e giornalisti di alcune tv nazionali, ho visto degli oggetti prendere fuoco dal nulla. Non penso che quelli possano essere stati ideati da qualcuno". Per questo motivo Calogero Beringheli auspica che "le istituzioni vadano avanti e studino questi fenomeni, che si ripetono da diversi anni e non sono imputabili ad un piromane, con la giusta attenzione indagando tutte le possibilità, non facendosi influenzare da alcuni episodi".

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