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Nube tossica a Ceriale: rosmarino bruciato con flacone di diserbante

La nube tossica che ha colpito il Savonese, portando al ricovero per una notte di decine di persone, sembra sia stata causata da un piccolo incendio di rosmarino bruciato insieme ad un flacone di diserbante.

"E' ancora presto per poter capire che cosa sia accaduto" spiega in un primo momento il sindaco di Albenga Rosalia Guarnieri, riferendosi alla nube tossica che ha colpito intorno alle 23:00 del 3 agosto la piana tra Albenga e Ceriale, nel Savonese, costringendo al ricovero per una notte decine di persone, tra cui alcuni turisti ospiti di un camping. "Una situazione che dovrà essere chiarita attraverso approfondite indagini" promette sempre Rosalia Guarnieri. Del caso si sta occupando, oltre alla polizia municipale, anche la magistratura di Savona, immediatamente avvisata dopo che i vigili del fuoco sono stati allertati da diverse persone che lamentavano forti bruciori agli occhi e alla gola. Tra le prime ipotesi quella di una perdita di qualche sostanza tossica o da parte di una delle decine di aziende agricole della zona o fuoriuscita da un camion di passaggio. In seguito, invece, pare che sia stato scoperto che a causare la nube ( e i malori) sia stato un falò di piantine di rosmarino incendiato pare insieme ad un flacone di diserbante. Forse quindi un errore accidentale. Il terreno dove è stato appiccato il piccolo incendio sembra essere di Flavio Sanguineti dell'Unione agricoltori della Liguria che, come riporta La Repubblica (http://is.gd/QBWsMt), si dice profondamente "dispiaciuto per quello che è successo". "E' stato bruciato un cumulo di rifiuti vegetali - spiega ancora Sanguineti - I vigili dicono di aver trovato anche una bottiglia di plastica. Giuro, non ne sono a conoscenza".

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